Il sospetto: sottrarre la Carim a Rimini

La Voce di Romagna l’altro ieri ha portato allo scoperto il sospetto più inquietante che aleggia a Rimini dopo il Commissariamento della Cassa di Risparmio: ‘Con il commissariamento a rischio la ‘riminesità’ della banca‘.

Insomma si teme che ‘quest’anno – se tutto va bene – di commissariamento possa diventare il ‘cavallo di Troia’ per minare dall’interno l’autonomia della Carim, per portarla là dove Bankitalia, senza confessarlo, vorrebbe portarla, ovvero ad entrare a far parte di uno dei grandi gruppi bancari.
Il governatore Draghi non ha mai fatto mistero della propria preferenza per istituti di credito di dimensioni tali da affrontare il mercato europeo.

Basilea 3, approvata un mesetto fa, ne è l’esempio più lampante.
E banche come Carim, ricche e ben radicate sul territorio, rappresentano i partner ideali per i grandi gruppi reduci da un lungo periodo di criticità. E che sono a caccia di occasioni interne per allargare la propria area di influenza.

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