Interrogazione Sen. Elio Lannutti: sistema finanziario sammarinese e poteri occulti

Legislatura 16 Atto di Sindacato Ispettivo n° 2-00441
Atto n. 2-00441
Pubblicato il 13 marzo 2012
Seduta n. 690
LANNUTTI – Ai Ministri dell’economia e delle finanze, dell’interno e degli affari esteri. –
Premesso che:
lo scandalo Delta San Marino non ha esaurito i suoi effetti. In un articolo pubblicato sul “Corriere di Romagna” il 7 dicembre 2011 Patrizia Cupo riferisce ulteriori sviluppi nelle indagini giudiziarie, che ha visto coinvolti nel malaffare molti soggetti, compresi la Banca Centrale di San Marino. Si legge nel citato articolo: «La bufera “Varano” non è passata: dalla procura di Forlì partite altre tre maxi notifiche di chiusura indagini. In tutto, oltre 90 gli indagati. Chi manca nel primo elenco fatto recapitare lo scorso fine settimana, e che conta 31 persone (e quattro società) iscritte nel registro, non potrà quindi tirare un sospiro di sollievo. Intanto, il Titano attende fremendo il corposo fascicolo d’indagine, al cui interno si chiarisce l’intervento della politica sammarinese nell’accordo tra Carisp e Sopaf, per la cessione della quota in Delta. Nel primo 415 bis inviato, ossia la notifica di chiusura indagini, risultavano indagate quindi 31 persone – tra cui ex membri del Cda della Cassa e i vertici arrestati nel maggio del 2009 – ma soprattutto figura la responsabilità penale delle quattro società coinvolte: Banca Monte dei Paschi, Carifin, Cassa di Risparmio e Battistolli. Ora, il pm Di Vizio ha inviato altre tre maxi notifiche che, in tutto, conterrebbero l’elenco di un’altra sessantina di indagati. Le liste sarebbero state spezzate per l’incertezza della competenza territoriale della procura. Se nessuno degli indagati presenterà quindi ricorso in tal senso, le quattro parti verranno comunque riunite in un unico procedimento»;
l’interpellante in numerosi atti di sindacato ispettivo ha messo a nudo i rapporti fra poteri occulti e il caso Delta anche alla luce dell’inchiesta sulla P4 in Italia dove sono emersi elementi che chiariscono il contesto dell’affaire Delta. In particolare ha denunciato come la manovra contro Delta abbia messo a repentaglio la sicurezza economica di 900 famiglie sconvolte dai licenziamenti ed identificato i responsabili di quel disastro economico con i soliti noti soddisfatti economicamente e sempre al loro posto, sia per quanto riguarda i politici sammarinesi mediatori nella trattativa, oltre a quelli italiani, sia con riferimento ai commissari di Banca d’Italia che, a parere dell’interpellante, continuano da due anni a profittare e a far profittare gli studi a loro collegati di tutto ciò che resta della carcassa di Delta;
le notizie che stanno emergendo sul ruolo giocato da Luigi Bisignani in importanti questioni che riguardano l’economia italiana nell’intreccio con i poteri di una nuova loggia massonica segreta, la P4, hanno messo in relazione alcuni fatti in cui è rimasta coinvolta la Repubblica di San Marino e l’azione di tali poteri. In particolare l’affaire Delta e nello specifico il tentativo di costringere la Cassa di Risparmio ad acquistare ad un prezzo maggiorato le azioni detenute da Sopaf paiono essere stati appoggiati, quando non sollecitati apertamente, da tali poteri. Gli episodi a cui ci si riferisce sono quelli degli incontri in Piazza di Spagna a Roma con Vittorio Farina, stretto collaboratore di Bisignani, a cui hanno partecipato l’ex Sottosegretario di Stato alle finanze della Repubblica di San Marino, Gabriele Gatti, e l’ex presidente della Cassa di Risparmio, Gilberto Ghiotti;
la Banca Centrale di San Marino svolge una funzione essenziale per l’economia del piccolo Stato ed è omologa, come poteri e prerogative, alla Banca d’Italia. Gli esponenti della Banca Centrale di San Marino dovrebbero essere, per tale motivo, del tutto avulsi da interessi e influenze di soggetti esterni e/o di posizioni di conflitto di interessi. La Banca Centrale, dopo un vuoto di potere durato qualche tempo, ha visto pochi anni fa rinnovare i propri vertici, prima con la nomina del Direttore generale, nella persona dell’italiano dottor Mario Giannini e poi del presidente, anch’esso italiano, professor avvocato Renato Clarizia;
ambedue hanno collaborato prima dell’incarico a lungo, il primo nella veste di Direttore generale della società di Leasing di Capitalia, la Leasingroma, ed il secondo di consulente avvocato della società. Anche il dottor Gemma è stato per lunghi anni consulente della Leasingroma. Il dottor Mario Giannini, dopo la sua uscita dalla Leansingroma, risulta aver collaborato presso lo studio del noto commercialista dottor Sergio Gemma, già console onorario di uno Stato africano, così come il professor Clarizia, che ha addirittura posto la propria base professionale presso lo studio del suddetto commercialista in via Bellini a Roma. Il dottor Gemma è stato consulente del Gruppo del signor Renato Farina che ha avuto tra i suoi più fidati consulenti il noto dottor Luigi Bisignani, coinvolto nello scandalo della P4 e che ha patteggiato una pena di qualche mese di prigione. Il dottor Gemma, così come il signor Farina, hanno avuto importanti interessi nella Repubblica di San Marino ed il primo è stato consulente di una grande società per la fornitura di Uffici, fallita qualche anno fa. Da informazioni che sono pervenute all’interpellante sembrerebbe che il dottor Gemma sia stato determinante ed anzi decisivo nella nomina ai vertici della Banca Centrale di San Marino sia del dottor Giannini che del professor Clarizia, non si comprende per quali motivi e scopi;
da quanto detto risulta evidente un intreccio di oscuri interessi assai rilevanti che mal si conciliano con le funzioni e le prerogative di una Banca Centrale, che deve essere, tra l’altro, primariamente impegnata anche nella lotta al riciclaggio;
considerato che:
stefano Elli del “Sole 24 Ore” riferisce degli intrecci all’ombra del Titano: «Vincenzo Tavano, ex tenente colonnello dell’esercito e Tommaso Di Lernia, imprenditore. Nel 2005 finirono in carcere per avere fornito informazioni di prima mano a Stefano Ricucci sulle mosse della Guardia di finanza che stava indagando sulla sua scalata a Rcs Media-group. Il primo, Tavano, nella veste di advisor del gruppo Fingestus – Karnak – Bi Holding di Marco Bianchini. Il secondo, Di Lernia, risulta intestatario di un conto fiduciario, su un’altra finanziaria di San Marino, la FinProject. Il gruppo Fingestus in liquidazione volontaria, è al centro di una inchiesta della magistratura di Rimini e la Karnak, è stato il primo fornitore di cancelleria della Pubblica Amministrazione italiana. Sino a che il ministero dell’Economia non l’ha esclusa dall’elenco delle aziende candidabili. La Finproject, invece, è al centro di più inchieste. La sua sede sammarinese è stata recentemente teatro di una perquisizione condotta dal Commissario della Legge Rita Vannucci in una inchiesta sul riciclaggio internazionale che si intreccia con una indagine romana condotta dal pm Paolo Jelo. Su cosa indaga Jelo? Su un giro di tangenti che coinvolge i vertici di Enav e di Finmeccanica. Anzi Di Lernia nell’inchiesta romana ha recitato un ruolo di primo piano. La sua Point System risulta essere stata aggiudicataria di un subappalto dalla Selex, società del gruppo Finmeccanica, per lavori da svolgere in Libia. Chi c’è fra i soci di Finproject? Al 20% c’è Luca Bruscoli, presidente della Prado Fin (anch’essa perquisita). Ma soprattutto consigliere diplomatico per i rapporti del Titano con la Libia, come libico sarebbe l’80% del capitale della stessa Finproject. La Fingestus risulta aver avuto rapporti intensi con Banca Commerciale Sammarinese,recentemente sottoposta a liquidazione coatta amministrativa [leggasi amministrazione straordinaria, ndr]. La Finproject ne è addirittura azionista. Per almeno un mese e mezzo il liquidatore della Bcs, è stato Sergio Gemma, commercialista con solide sponde romane. Chi è Gemma? E’ il professionista che assieme a Renato Clarizia (attuale Presidente di Banca Centrale di San Marino), ha evitato che la Fingestus finisse in liquidazione coatta amministrativa. Un intreccio di persone, luoghi e inchieste per molti versi intrigante»;
scrive Patrizia Cupo per il “Corriere Romagna San Marino”: «Karnak legata a doppio filo al presidente di Banca centrale: dopo la consulenza di Renato Clarizia per la Fingestus (finanziaria di Marco Bianchini al centro dell’inchiesta Criminal Minds), ora nascono polemiche anche sul rapporto professionale del fratello di Clarizia, il noto esperto di diritto amministrativo Angelo, direttamente per Karnak. Il presidente si difende: “Nessun mistero, siamo avvocati: chi mi aveva contattato all’epoca per assumere la presidenza di Banca centrale era ben informato dei miei incarichi. Il governo sapeva: tutto il resto è una querelle politica nella quale non voglio entrare”. Da una parte, quindi, Marco Bianchini arrestato per corruzione e tentata estorsione, e proprietario di Karnak; dall’altra i due fratelli avvocati, consulenti l’uno della finanziaria di Bianchini, l’altro della sua più importante impresa. Per il presidente dell’organo di vigilanza finanziaria, non contano le persone ma i fatti, ossia gli sforzi messi in campo da Banca centrale da quando lui è alla presidenza. Per questo, ha chiesto lui stesso di essere ascoltato in commissione finanze: l’audizione è attesa per il 6 marzo. Ma alle prime polemiche circa il suo legame con Bianchini, il numero uno di via del Voltone aveva risposto chiarendo di non avere avuto rapporti diretti con Karnak e il suo proprietario. Lui no, infatti. “Mio fratello Angelo è avvocato in Italia di Karnak, lo è sempre stato, non è un mistero – risponde a tono dal suo studio legale a Roma, il presidente Clarizia -: ma non c’entra col mio incarico alla Banca centrale. I tempi non sono concomitanti, e poi Fingestus è in liquidazione”. Come a dire, nessun “miscuglio”, come paventato dall’opposizione politica sammarinese, tra “vigilanti” e “vigilati”. E ai dubbi sollevati circa l’assenza di quella consulenza sammarinese nel curriculum presentato al Consiglio grande e generale al momento della sua elezione, risponde chiaro: “Non c’è mistero: il governo era informato delle mie consulenze. Se non c’era il riferimento in quella informativa, io non lo so. Ma non vedo cosa ci sia di male: sono un avvocato, ho fatto il mio lavoro”»;
considerato altresì che a giudizio dell’interrogante:
è necessario fare chiarezza sugli sviluppi dell’affaire Delta- Cassa di Risparmio di San Marino, i cui omessi controlli di vigilanza hanno determinato un crac finanziario ed industriale con la distruzione di migliaia di posti di lavoro e quale il ruolo delle banche centrali nella vicenda;
sarebbe doveroso accertare se sia stato il dottor Sergio Gemma, fedele commercialista di uno dei più fidati consulenti di Luigi Bisignani, a decidere le nomine nella Banca di San Marino, mediante il professor Renato Clarizia ed il dottor Mario Giannini,
si chiede di sapere:
se risulti rispondente al vero che il dottor Sergio Gemma abbia avuto e continui ad avere interessi particolari nella Repubblica di San Marino e se la stessa, facente parte del territorio italiano, abbia adottato misure idonee al contrasto del riciclaggio oppure non favorisca pratiche opache di evasione ed elusione fiscale ai danni dell’Italia e dei contribuenti onesti;
quali misure urgenti il Governo intenda attivare per fare piena luce su quanto esposto al fine di evitare che siano sempre i contribuenti onesti a pagare per cricche e faccendieri che fanno strame del diritto per perseguire i loro esclusivi interessi, come insegna il crac Delta-Cassa di Risparmio di S.Marino.

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