Intervista all’ex Ministro degli esteri italiano Enzo Moavero Milanesi, rapporti con San Marino

“E’ necessario valutare i rapporti tra Italia e San Marino nella cornice dell’Ue”

Intervista all’ex Ministro degli esteri italiano Enzo Moavero Milanesi che parla dei rapporti con il Titano

Antonio Fabbri

Professor Enzo Moavero Milanesi, il 25 agosto 2018 lei, in qualità di Ministro degli Esteri della Repubblica Italiana, è venuto in visita a San Marino. Dopo oltre nove anni dall’ultima visita ufficiale di un Ministro degli Esteri italiano, lei ha deciso di intraprendere questa visita a pochi mesi dal suo insediamento. Il rapporto con il Titano era dunque una delle sue priorità? 
“La visita a San Marino per me è stata davvero importante. L’ho programmata, proprio per dare subito un segnale di attenzione nei confronti della Repubblica di San Marino. E’ stata una delle prime visite bilaterali che ho voluto mettere in agenda, perché sono convinto che la situazione così peculiare dei rapporti tra le due Repubbliche meriti iniziative concrete, fattive e non di maniera. L’ordine del giorno che ha guidato i colloqui con il Segretario di Stato Nicola Renzi lo dimostra bene; a cominciare dal suo punto principale, vale a dire il formale lancio del negoziato per rinnovare l’ormai storica Convenzione di amicizia e buon vicinato. Eravamo, infatti, nel 2018 e ci si avvicinava all’anniversario degli 80 anni della Convenzione, siglata nel lontano marzo del 1939. Gli anniversari fungono sempre da catalizzatore e da promemoria: così abbiamo deciso di riparlarne, con un esame a tutto campo, ed è iniziato il percorso di revisione di quei fondamentali accordi”

Nella legislatura che sta terminando, c’è stata una notevole accelerazione sull’Accordo di associazione di San Marino con l’Ue. Ritiene che il percorso intrapreso sia quello corretto? “Penso che il dato geo-politico evidente che San Marino, oltre che all’interno del territorio dell’Italia, si trovi anche all’interno dell’Unione Europea, renda imprescindibile un quadro di rapporti strutturato e ben organizzato con l’Ue. Fra l’altro, non è una peculiarità solo di San Marino, ma anche di altri stati europei in analoga situazione geografica. Di conseguenza, considero molto importante, dal punto di vista sia della Repubblica San Marino, sia dell’Unione Europea, che questi rapporti vengano regolati al meglio per semplificarli il più possibile. Faccio un esempio: uno dei temi del confronto tra Italia e San Marino è il riconoscimento dei titoli di soggiorno rilasciati da San Marino a cittadini provenienti da paesi terzi. Il riconoscimento da parte italiana consente alle persone di circolare liberamente non solo in Italia, bensì anche negli stati membri Ue che aderiscono al cosiddetto ‘spazio Schengen’. Dunque, il tema non è circoscrivibile ai rapporti bilaterali Italia e San Marino, ma inevitabilmente investe rapporti più ampi. Per questo, sono assolutamente del parere che sia essenziale agire anche sul piano delle relazioni con l’Ue”.

Ma sono possibili rinegoziazioni della Convenzione del ’39 o altri trattati bilaterali a prescindere dalle regole europee? “La Convenzione del ’39, in quanto accordo internazionale che precede il Trattato di Roma del 1957, è restata pienamente in vigore in virtù della regola Ue di salvaguardia dei trattati stipulati prima della creazione delle Comunità europee. Il suo rinnovo e la sua modifica, richiede un’analisi congiunta con l’Ue, come è stato confermato durante i lavori portati avanti nel corso del 2018 e del 2019. Si badi che questo accade per qualsiasi tipo di accordo internazionale bilaterale che coinvolga Stati membri Ue. Quindi, per modernizzare la Convenzione tra San Marino e Italia è ineludibile valutare le nuove idee in coerenza con l’Unione Europea e le sue normative. Ecco, il profilo chiave: l’Ue, per l’Italia, è la cornice nella quale ha il dovere di inserire le sue relazioni internazionali in tutte le materie di competenza dell’Unione stessa; mentre, per San Marino, può essere un’opportunità, di specifico rilievo visto che anche San Marino è in Europa. Vedo, pertanto, i rapporti bilaterali con l’Italia e i più ampi con l’Ue, come strettamente complementari, in un’armonia che è comune interesse garantire. Per queste ragioni, la mia posizione politica è sempre stata di fare il possibile per agevolare i colloqui e i contatti di San Marino con l’Ue, al pari di quelli con l’Italia. Sono convinto che sia un segno concreto e operativo dell’amicizia che ci lega”.

Tra le visite ufficiali a San Marino, oltre alla sua, c’è stata quella del Ministro degli Esteri russo Lavrov, ma anche quella dell’Ambasciatore degli Stati Uniti e numerose altre visite diplomatiche di personalità di vari Stati, come sono valutate dall’esterno? Sono viste con favore o con diffidenza? “Per quanto riguarda la mia valutazione, sia personale che politica, non vedo motivi seri per diffidare di simili visite. Credo, piuttosto, che siano rilevanti  due aspetti. Il primo è un’ovvietà, ma va ribadita: San Marino è uno stato indipendente e sovrano; come tale, è libero di agire nell’ambito delle relazioni internazionali, sotto la sua piena responsabilità. Il secondo aspetto richiama ancora la realtà geografica: San Marino è circondata dal territorio italiano e da quello dell’Ue, così è importante e preferibile che chi governa sia cosciente delle linee di politica internazionale che guidano l’Ue e l’Italia. Naturalmente, non mi riferisco alle linee eventualmente mutevoli dei singoli governi, ma a quelle che discendono da valori e principi fondanti dell’Unione e fanno, oramai, parte di un patrimonio giuridico e culturale condiviso che ci sforziamo, come europei, di far valere negli scenari globali del mondo odierno”.

Quale rapporto ha avuto con il Segretario agli Esteri uscente, Nicola Renzi, quale la collaborazione che si è instaurata? “Ho conosciuto il Segretario agli Esteri Renzi in occasione della mia visita ufficiale del 25 agosto 2018, in quanto mia controparte istituzionale. C’è stato, da subito, un rapporto molto buono e di dialogo aperto, favorito dalla preparazione assicurata dai bravi Ambasciatori Rotondaro e Cerboni e dalle svariate posizioni condivise. Nel corso del mio mandato, abbiamo avuto due riunioni formali e strutturate, una è stata la mia visita a San Marino e l’altra si è svolta a Helsinki, a latere del Comitato dei Ministri degli Affari Esteri del Consiglio d’Europa. Abbiamo sempre avuto un confronto franco, intenso sul percorso e sullo stato di avanzamento del negoziato per la revisione della Convenzione del ’39 e su altre questioni sensibili di reciproco interesse. Ricordo la notevole convergenza di vedute e il comune stato d’animo determinato a costruire, a trovare soluzioni valide, impiegando il tempo necessario per il risultato migliore. Il nostro obiettivo è sempre stato di vagliare le innovazioni alla Convenzione vigente, in uno spirito non meramente peninsulare ma genuinamente continentale, lavorando all’unisono sui due tavoli bilaterale ed europeo”.

Condividi


Per rimanere aggiornato su tutte le novità iscriviti alla newsletter

Quando invii il modulo, controlla la tua inbox per confermare l'iscrizione

Privacy Policy