Intervista di Bossone a Lionello Mancini IlSole24Ore

Articolo di Il Sole 24 ore

Credito. Il presidente della Banca centrale di San Marino non accetterà rinvii: la trasparenza è urgente

«Titano, si cambia o lascio»

Bossone: l’inchiesta sul riciclaggio evidenzia le falle del sistema

Lionello Mancini

SAN MARINO. Dal nostro inviato

«Qui a San Marino ho un obiettivo importante e come sempre ce la metterò tutta per raggiungerlo. Fino a che potrò farlo, bene; quando non mi sentirò più utile, toglierò il disturbo». Una frase così, pronunciata da Biagio Bossone — palermitano, 52 anni, esperto finanziario internazionale — farà saltare il cuore in gola a più di un inquilino dei Palazzi del potere del Titano. Meno di due mesi fa, proprio loro si sono affidati alle capacità e all’immagine di Bossone, nominandolo presidente della Banca centrale con una mission che se non è impossible, poco ci manca: ridare credibilità all’antica Repubblica fondata sul segreto bancario, proprio mentre si stringe l’assedio ai paradisi fiscali e, dalla vicina Forlì, la Procura decapita la Cassa di Risparmio di San Marino, accusando i suoi manager di gravissimi reati.


Brutto momento, presidente…

Certo non facile. Ma questo è un paese di antiche tradizioni e di grandi potenzialità. Il Consiglio grande e generale (il Parlamento NdR) mi ha eletto a1l’unanimità per contribuire a modernizzare il sistema finanziario e il governo è impegnato a sostenere questo processo. Dunque, questo è il mio mandato: mi piace pensare di poter aiutare questo Paese piccolo a pensare in grande.


Cosa significa per San Marino «pensare in grande»?

Evolvere verso criteri moderni come la trasparenza e la massima apertura internazionale. Significa creare valore gestendo patrimoni di una clientela sana. Certo, non potremo essere una vera ‘piazza finanziaria, per ovvie ragioni di scala, ma un sistema dinamico sì, capace d’intermediare flussi internazionali di risparmio cdi attrarre operatori ad alta reputazione.


E gli strumenti normativi sono adatti a questi scopi?

Banca centrale va molto rafforzata, sia nelle funzioni di supervisione finanziaria sia in quelle di sostegno alla stabilità del sistema. Inoltre, la collettività sammarinese deve ancora maturare il significato e le implicazioni di un istituto centrale autonomo. Così come devono rafforzarsi i meccanismi attraverso i quali Banca centrale rende conto di ciò che fa: in una rcaltà democratica, autonomia e accountability devono andare insieme.


Secondo lei, l’inchiesta di Forlì ha toccato punti di reale criticità del sistema bancario sammarinese?

Occorrerà attendere l’esito degli accertamenti per rispondere. Però, quanto è accaduto deve indurci a valutare con rigore le vulnerabilità del sistema, Ecco perché è prioritario rafforzare le nostre funzioni di vigilanza e d’intelligence finanziaria.


Le misure più urgenti per prevenire altri episodi come quelli in cui è coinvolta la Cassa di Risparmio?

Una forte azione di supervisione da parte di Banca Centrale e un raccordo forte con le autorità di vigilanza italiane.


E siete in grado di agire in questa direzione?

Gli strumenti si stanno affinando, ma va completato un quadro normativo adeguato, intensificate le azioni ispettive, potenziati gli stimoli perché il sistema cresca in qualità, rafforzi i suoi standard, si sprovincializzi. Confidiamo che sia vicino l’accordo con l’Italia, anche se il nostro atteggiamento è già ora di piena collaborazione.


Da cosa si comprenderà che SanMarino comincia a cambiare?

Per esempio dal fatto che gli standard raggiunti saranno certificati dalle organizzazioni prcposte alle verifiche; e anche dall’impegno immediato e credibile che le istituzioni porranno per superare risolutamente le difformità emerse dalle valutazioni. Così, abbiamo invitato il Fondo rnonctario a verificare il sistema finanziario sammarinese e a individuarne le vulnerabilità. Mi piacerebbe inoltre che si aprisse un dibattito serio sul nuovo modello finanziario da perseguire: noi daremo ogni supporto a tale riflessione.


Quali gli ostacoli maggiori al cambiamento?

L’attaccamento a vecchie posizioni di rendita, la paura del nuovo, la timidezza nell’affrontarlo, un’insufficiente determinazione nel volerlo governare.


Come intende affrontare questi ostacoli?

Dando concretezza ai valori in cui credo, dialogando con i soggetti istituzionali che si impegneranno al mio fianco. La scelta, tuttavia, è dei Sammarinesi, io posso e devo soltanto aiutare.


E se gli impedimenti interni si rivelassero insuperabili?

A me non piace aggrapparmi alle poltrone. Cerco di dare il mio contributo, fino a che posso farlo. in Banca d’Italia ho imparato che tutti sono utili, nessuno è indispensabile.


Trova adeguate le risorse umane, tecniche, finanziarie di Banca centrale?

Assolutamente no. Dobbiamo crescere, perché oltre ai compiti propri e alle emergenze, svolgiamo anche funzioni di supplenza per diversi organi della Pubblica amministrazione, a loro volta Carcnti di risorse. Anche se negli anni, un
management
e uno staff tenaci e pieni di abnegazione hanno lavorato duramente, la nostra struttura non è ancora adeguatamente attrezzata.

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