Lavoratori dell’industria in sciopero per salvare il Paese

Noi amiamo San Marino. E’ la parola d’ordine che la Federazione Industria della CSU ha scelto per lanciare la nuova mobilitazione dei lavoratori industria.  Dalla prossima settimana scioperi a scacchiera nelle principali aziende della Repubblica.
San Marino sta attraversando una delle crisi più profonde della sua storia recente – afferma la FLI-CSU – la paralisi politico-diplomatica con l’Italia sta provocando uno strangolamento dell’economia reale, che si traduce in continue perdite di posti di lavoro, chiusure aziendali e un generale  impoverimento dei lavoratori e delle loro famiglie. Sul fronte delle finanze statali, c’è la previsione che il debito pubblico toccherà i 300 milioni entro la fine dell’anno. Siamo di fronte a una vera e propria emergenza che alimenta profonda incertezza e sfiducia nel futuro.
Noi amiamo San Marino. La mobilitazione promossa dalla FLI-CSU richiama l’attenzione su tre punti chiave: equità fiscale, trasparenza, sviluppo.
Equità fiscale. In un Paese segnato da vaste aree di evasione ed elusione fiscale, i temi dell’equità e della giustizia sociale sono cruciali per uscire dalla crisi. La recente legge Finanziaria ha invece introdotto misure che vanno nella direzione opposta: l’aumento indifferenziato dell’IGR, la tassa frontalieri, i pensionamenti forzati e i tagli  delle retribuzioni pubbliche scaricano sul mondo del lavoro dipendente i costi della crisi. Ma il 2011 deve essere soprattutto l’anno della riforma tributaria. Un banco di prova fondamentale per affermare il principio dell’equità sancito nella “dichiarazione dei diritti dei cittadini” dove si dichiara che tutti sono chiamati a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva.
Trasparenza. Gli effetti della black list e del decreto incentivi sul nostro sistema imprenditoriale e sull’occupazione sono devastanti. Uscire dallo stallo diplomatico e firmare l’accordo sulle doppie imposizioni è di fondamentale importanza. La strada maestra che abbiamo di fronte è quella della trasparenza. Senza tentennamenti e ambiguità va attivato con l’Italia lo scambio automatico di informazioni.
Sviluppo. Alla paralisi diplomatica ed economica si aggiunge il blocco contrattuale. Per la prima volta tutti i lavoratori della Repubblica, pubblici e privati, sono senza contratto. Il che conferma la volontà dei datori di lavoro pubblici e privati di indirizzare il peso della crisi sulle buste paga dei dipendenti. Questo blocco contrattuale è poi emblematico di una profonda difficoltà a progettare il futuro. Manca un vero confronto tra tutti i soggetti sociali, economici e istituzionali sulle scelte fondamentali per il Paese. Mancano progetti e strategie di sviluppo in grado di attirare nuova economia e nuova occupazione.
Il primo pacchetto di scioperi scatterà la prossima settimana, con l’astensione di mezz’ora dal lavoro. Lunedì 18 aprile alla Robopac dalle 14.30. Martedì 19 aprile all’Asa dalle 13. Mercoledì 20 aprile all’SCM Industria (ES) dalle 14,30. Seguiranno altre aziende. 

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