LAVORO. CONTRATTO INDUSTRIA, MUSSONI:PROSSIMI IMPEGNI IN ODG Agenzia Dire-Torre1

“Occorre rilanciare lo sviluppo e realizzare un programma economico basato sul lavoro e sulla
produzione”. In apertura dei lavori del Consiglio grande e generale il segretario di Stato per il Lavoro, Francesco Mussoni, sottolinea l’importanza della firma del contratto di lavoro per
il settore Industria, dopo una vacatio di 4 anni. Un risultato frutto anche dell’impegno, discreto, messo in campo dal governo.
“Ci sono stati momenti critici- non nasconde- ma poi e’ prevalsa la volonta’ di continuare il confronto e di raggiungere l’obiettivo”. Dunque “il risultato soddisfa, ma c’e’ anche rammarico per la mancanza delle altre parti sociali, Osla e Usl”.
   Il contratto, prosegue Mussoni, mette in luce anche una serie di richieste da parte di Industriali e sindacato, dalla riorganizzazione della spesa pubblica alla necessita’ di una
serie di riforme, dalla riduzione delle festivita’ a una nuova rappresentativita’, da una normativa sul credito agevolato agli sgravi fiscali per i frontalieri. Certo, sottolinea il titolare
del Lavoro, “ora il governo non puo’ svolgere un’azione concreta per queste richieste”, serve pero’ una “riflessione articolata da parte del Consiglio grande e generale.
 I temi delle festivita’, della stabilizzazione, del credito agevolato della rappresentativita’
sono gia’ stati discussi in Aula. Si puo’ dunque trovare una sintesi”. L’auspicio di Mussoni e’ dunque che si possa arrivare a un odg condiviso che fissi gli impegni per la prossima
legislatura. Dobbiamo ricercare un patto sociale tra la politica e le forze economiche sociali per affrontare la crisi. Serve un’azione pragmatica, efficiente e determinata”. Auspicio
concretizzato da un odg presentato in Aula dal capogruppo del Pdcs, Luigi Mazza, e aperto al contributo di tutti i partiti. Il documento impegna a “proseguire il confronto e ad avviare fin
dall’inizio della prossima legislatura con tutte le parti sociali un confronto sulle tematiche poste in evidenza”, vale a dire: riduzione delle festivita’; maggior rappresentativita’; credito
agevolato; non imponibilita’ del 50% delle ore di lavoro obbligatorie, tetto pensionistico in base al monte ore; stabilizzazione dei frontalieri.

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