Le ragioni di 4 No ai quesiti referendari. Noi Sammarinesi

Comunicato stampa 11.05.2016

NOI SAMMARINESI: le ragioni di 4 No ai quesiti referendari

Il Movimento NOI SAMMARINESI, in
vista dell’imminente giornata di consultazione referendaria, sottolinea
l’importanza della partecipazione attiva della cittadinanza invitandola ad
esprimere la propria libera scelta nel dare risposta ai quesiti referendari.

Il Movimento NOI SAMMARINESI
ritenendo prevalenti le ragioni del No su tutti i quattro quesiti referendari,
intende comunicare alla cittadinanza le seguenti sintetiche motivazioni poste
alla base del proprio convincimento:

Referendum propositivo “Preferenza
Unica”:  “Volete voi che ogni elettore,
sia il cittadino residente nella Repubblica di San Marino, sia il cittadino
residente all’estero, in occasione delle elezioni politiche generali, possa
manifestare un’unica preferenza per un unico candidato appartenente alla lista
prescelta?”

No.
Il quesito, che rintroduce il diritto di preferenza anche per i cittadini
residenti all’estero, limita il rinnovamento in politica, ostacolando in
particolare giovani, donne e volti meno noti 
e mal si concilia con il nostro sistema elettorale. L’effetto congiunto
di preferenza unica e voto ai candidati da parte dei cittadini all’estero
sarebbe quello di avvantaggiare quei candidati che possono permettersi di fare
campagna elettorale personale all’estero.

 

Referendum abrogativo “Fondo
Ausa”:  “Volete voi abrogare la Legge 7
agosto 2015 n.137, intitolata “Modifiche alla Legge 29 gennaio 1992 n.7 – Piano
regolatore generale (P.R.G.) per l’attuazione di interventi di sviluppo
economico
?”

No.  L’abrogazione della norma comporterebbe
inevitabilmente la mancata realizzazione del 
polo della moda e passerebbe il messaggio sbagliato che a San Marino si
possa promuovere un referendum per bloccare una iniziativa imprenditoriale del
genere.

Gli
investitori hanno chiaramente rappresentato che il sito del Fondo Ausa è
l’unico possibile in cui realizzare il Polo della moda.  Se quest’ultimo non si dovesse realizzare,
sarebbe l’ennesima opportunità persa per l’economia di San Marino, per
dare  lavoro  alle nostre imprese e ai disoccupati, per
incrementare le entrate nelle casse dello Stato, per dare quella svolta (soprattutto
per il turismo) che aspettiamo da 30 anni. 

 

Referendum propositivo “Tetto
Retribuzioni”: “Volete che la retribuzione del personale dipendente dello
Stato, di enti Statali o comunque a partecipazione statale, Aziende Autonome di
Stato, istituto per la Sicurezza Sociale, Tribunale Unico, Banca Centrale della
Repubblica, comprese le posizioni apicali di tali Enti, non superi Euro
centomila annue lorde, comprese indennità e consulenze?

No. Se una persona ha ottime
professionalità e sa fare il proprio mestiere in modo eccellente,
assumendosi  responsabilità importanti,
quali  ad esempio quelle che riguardano
la salute di tutti noi, può meritare anche oltre centomila annua lorde.

Non
possiamo privarci della possibilità di queste professionalità solo perché in
alcuni  ambiti del personale dello Stato
o di enti da esso partecipato o comunque che prestano un’attività’ di valenza
pubblica,  ci sono  sproporzioni fra l’attività prestata, a volte
caratterizzata anche da mancanza di responsabilità, e l’ammontare del compenso.
Bisogna semmai agire solo su queste distorsioni.

In
America dicono “‘if you pay peanuts, you get monkeys” che vuol dire “se paghi
noccioline, ti prendi le scimmie”.

Il
problema non è quanto paghi, ma quanto paghi chi. La follia è pagare molto chi
non lo merita, ma se arrivassero dirigenti bravi è giusto pagarli.

Faranno
guadagnare certamente molto di più del loro stipendio e sapranno ottimizzare le
nostre risorse molto meglio di quanto non farebbe un incapace pagato meno.

Referendum propositivo “Quorum
Referendum”: “ Volete sia modificata la vigente Legge sul Referendum,
prevedendo:

a)     
Che
la proposta relativa ad ogni tipo di referendum sia approvata se ottiene la
maggioranza semplice dei voti validamente espressi, eliminando il quorum del
25% dei voti validi previsti dall’attuale legge;

b)      Che l’autenticità delle firme dei
sottoscrittori della proposta referendaria possa essere dichiarata non solo dal
Notaio o dall’Ufficiale di Stato Civile, ma anche congiuntamente o
disgiuntamente da componenti del
comitato
promotore del referendum preventivamente indicati, sotto la loro responsabilità
penale e civile?”  

No.
Siamo per la democrazia rappresentativa: se un cittadino sceglie i suoi
rappresentanti questi devono essere lasciati governare e non ci può essere un
referendum per ogni questione.

Si
obbligherebbero i cittadini a doversi informare su ogni questione, cosa che
potrebbero tranquillamente non voler fare e delegare ad altri.

Una
conseguenza potrebbe essere una disaffezione verso il voto con la conseguenza
che andrebbero a votare solo gli interessati ad un determinato argomento che
ovviamente voterebbero solo nel loro interesse. Conseguenze: piccole minoranze
deciderebbero per tutti.

Inoltre,  l’autenticità delle firme dovrebbe essere
effettuata da un soggetto pubblico ufficiale che non e’ parte interessata al
referendum. Dare la possibilità di autenticare le firme a componenti del
comitato promotore si pone in evidente contrasto con la funzione di  terzietà del pubblico ufficiale.

Noi Sammarinesi

 

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