L’editoriale di San Marino Fixing, in distribuzione da domani, venerdì 27 febbraio 2009

Gli intoppi e le polemiche legati – per l’ennesima volta – alla nomina del Presidente di Banca Centrale devono fare riflettere sui limiti della politica sammarinese. Non ci soffermiamo oltre sulla corsa per far saltare l’ennesima candidatura. Andiamo oltre e diciamo che, senza ombra di dubbio, la Repubblica di San Marino ha la necessità di puntare su professionalità esterne per alcuni ruoli cardine del sistema. Ci eravamo già espressi da tempo sulle caratteristiche indispensabili in questo momento per la Presidenza di Banca Centrale (vacante da ben 14 mesi, è sempre utile ricordarlo): esperto, autorevole, capace di rappresentare BCSM e il sistema finanziario sammarinese nei più alti consessi internazionali, caratteristiche che oggettivamente non si possono riscontrare in ipotetici candidati sammarinesi. Aggiungiamo che per lo stesso momento vanno pescate oltre confine altre figure chiave legate alla vigilanza e all’amministrazione finanziaria.
Si deve essere consapevoli del fatto che se San Marino è in questa situazione, gran parte delle responsabilità sono della politica, ma anche di un sistema amministrativo che ha mostrato lacune troppo vistose e pericolose per l’intero sistema. In settori chiave come quello della gestione della finanza poi non sono ammesse quelle “distrazioni” che hanno portato all’esclusione della White List del Moneyval e che stanno mettendo in gravissima difficoltà non solo il comparto bancario ma tutte le imprese sammarinesi. Il compito della politica è quello di far crescere una classe amministrativa che – in particolare nei ruoli chiave sopra citati – si formi al fianco di quelle persone esperte che in questo momento rappresentano l’unica via per condurre il vascello sammarinese in un porto sicuro. I governi passano – e purtroppo lo abbiamo visto troppe volte in questi anni – ma un apparato amministrativo finalmente efficiente resiste anche ai rovesci della politica, e rappresenterebbe la colonna portante dell’intero Paese se ci fosse l’intenzione, una volta usciti dall’emergenza, di costruire davvero qualcosa di solido in tal senso.
Accenniamo invece brevemente alle questioni legate all’operatività del sistema bancario e finanziario. E qui almeno, malgrado persistano inevitabili difficoltà legate al mancato semaforo verde da parte del Moneyval, il coordinamento che vede unite le forze di ABS, ANIS e degli ordini professionali dei Dottori Commercialisti e dei Ragionieri Commercialisti sta permettendo al sistema di marciare con decisione verso il futuro.
Ma attenzione: il sistema delle imprese, attanagliato della crisi, si riduce ogni giorno di più. E negl’ultimi anni non si sono visti nuovi investimenti di eccellenza.
Per San Marino è indispensabile una maggiore competitività di sistema, che richiede – come è stato detto su entrambi i fronti durante la campagna elettorale – che si passi dalle parole ai fatti. Ad esempio, non si possono sciupare risorse in provvedimenti a pioggia quando le aziende prospettano ricorsi alla CIG superiori ai 4-6 mesi (e ad oggi senza reali prospettive), senza pensare ai disoccupati e ai costi per il sistema delle imprese.

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