L’ex Banca del Titano, i truffatori. Ansa

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«Fatti una doccia e la barba, mettiti un bel vestito e vai in banca, vedrai che l’affidamento te lo danno». È in sostanza ciò che, secondo quanto emerge dalle intercettazioni telefoniche, il presunto promotore del raggiro all’ex Banca del Titano di San Marino, oggi Smi bank, avrebbe detto ai prestanome che si presentavano all’istituto di credito per chiedere finanziamenti poi svaniti nel nulla. Il retroscena è emerso durante la conferenza stampa in cui la guardia di finanza di Ancona ha illustrato i dettagli dell’operazione ‘Coupon’, che ha svelato una truffa da oltre 10 milioni di euro ai danni banca commissariata nel 2006 dopo che era emerso un buco da 16 milioni di euro. Per simulare il rilascio di garanzie, senza che alla base delle richieste di affidi vi fossero attività economiche che potessero idoneamente giustificarle, i beneficiari acquistavano dalla banca titoli ‘zero coupon’ per la metà del prestito, che avrebbero coperto l’intero ammontare solo dopo 25 anni. Una garanzia fittizia, secondo gli inquirenti, servita solo per avere il denaro che poi si polverizzava tra depositi in altri conti correnti, prelievi, assegni e pagamenti per impedire di ricostruirne i movimenti. Una volta ‘lavatò, il denaro veniva nuovamente depositato in altre banche italiane ed estere, anche di San Marino. Le indagini coordinate dal pm di Ancona Rosario Lioniello riguardano – hanno spiegato il comandante provinciale gen. Giambattista Urso e quello del Gico ten. colonnello Paolo Balzano – fatti dal 2005 in poi. Sono state analizzate 450 posizioni bancarie e transazioni per oltre 300 milioni di euro. Le fiamme gialle provvederanno al recupero di evasione fiscale sulle somme incriminate per 110 milioni di euro. Secondo gli investigatori la mente dell’operazione sarebbe stato Stefano Marangoni, 52 anni, fabrianese residente a Senigallia (Ancona), che tramite complici e prestanome italiani e romeni titolari di imprese commerciali attive nei settori auto, abbigliamento, calzature e servizi pubblicitari, avrebbe organizzato il giro di affidamenti non restituiti con la complicità anche dell’ex direttore della Banca del Titano, Adriano Pace. I due sono indagati per truffa a San Marino. All’inchiesta hanno contribuito, anche fornendo documentazione, le autorità di San marino tra cui la gendarmeria civile della polizia e il commissario della legge Alberto Buriani. Nell’indagine anconetana, eseguita dagli uomini del nucleo di polizia tributaria guidati da Gaetano Scazzeri, Marangoni è accusato di trasferimento fraudolento di valori. (…)  

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