L’intesa tra Svizzera e Germania salva con 2 miliardi il segreto bancario. Lino Terlizzi, IlSole24Ore

Sole 24 Ore

L’intesa tra
Svizzera e Germania salva con 2 miliardi il segreto bancario – Berna dribbla
l’euroritenuta

Lino Terlizzi

Accordo fiscale fatto tra Svizzera e Germania Con
l’intesabilaterale annunciata ieri, Berlino ottiene un incasso maggiore
rispetto a quello dell’attuale euroritenuta in vigore tra Svizzera ed Ue. Berna
dal canto suo ottiene il mantenimento del pur emendato segreto bancario, oltre
che un miglior accesso al mercato tedesco dei servizi finanziari. L’intesa,
fatta salva la necessaria approvazione dei rispettivi Governi e Parlamenti,
dovrebbe entrare in vigore all’inizio del 2013. Un accordo bilaterale analogo
tra Svizzera e Regno Unito potrebbe essere siglato nei prossimi giorni. In futuro
i redditi Finanziari degli investitori tedeschi che hanno patrimoni non
dichiarati in Svizzera saranno assoggettati a un’imposta anonima liberatoria,
la cui aliquota è stata fissata al 26,375%. Questo tasso corrisponde
all’aliquota in vigore in Germania (25%), più il supplemento di solidarietà
tedesco. Quando entrerà in vigore l’intesa, il contribuente potrà anche
autodenunciarsi, dichiarando i propri redditi alle autorità tedesche, senza incorrere
in conseguenze penali. L’accordo si occupa anche del passato, dei capitali
tedeschi depositati da anni su conti in Svizzera, per cui vi sarà un versamento
pure anonimo. L’ammontare di questo oscillerà tra il 19 e il 34 del valore dei
patrimoni e dipenderà dal numero degli anni e dal variare dei depositi. Secondo
le banche elvetiche, l’aliquota media per il pregresso dovrebbe essere del 25
per cento.

Le banche svizzere dovranno anticipare un importo di 2
miliardi di franchi sul pregresso. Questi 2 miliardi saranno suddivisi tra le
banche che alla fine del 2010 avevano clienti tedeschi, proporzionalmente agli
importi depositati. Si tratta di una cinquantina di istituti, ha precisato
l’Associazione svizzera dei banchieri. Le banche recupereranno poi questi soldi
una volta che i clienti tedeschi pagheranno l’ammontare per il passato (fonti
elvetiche indicano una possibile cifra totale di 4 miliardi di franchi). Il
fisco tedesco potrà inoltre presentare in futuro domande di informazioni con il
nome di clienti, non necessariamente con quello della banca Queste domande
saranno limitate e dovranno basarsi su motivi plausibili. Per un periodo di due
anni il numero delle domande sarà compreso tra 750 e 999, poi sarà adeguato
sulla base dei risultati. La ricerca indiscriminata di informazioni, la
cosiddetta «fishing expedition», è esclusa. In pratica la Svizzera respinge lo
scambio automatico di informazioni, però concede assistenza ampliata in casi
mirati. Vi sarà un accesso migliore sui rispettivi mercati finanziari e quindi
sarà semplificata l’applicazione delle procedure per le banche svizzere in
Germania.

La convenzione tra la
Svizzera e la
Germania dovrebbe porre fine anche alla vicenda dei Cd
sottratti, contenenti informazioni su conti nelle banche elvetiche. La Germania non ha infatti
più motivi per acquistare dati bancari rubati. Lo schema dell’intesa è quello
del piano elvetico Rubik, che ha preso a suo tempo le mosse dal Canton Ticino.
Tra i promotori del piano, Alfredo Gysi, ceo della banca Bsi (gruppo Generali)
e presidente dell’Associazione banche estere in Svizzera. «Si tratta di un
accordo – dice Gysi -che riconcilia i diversi interessi delle parti in causa:
clienti, banche, Svizzera, Germania Il segreto bancario svizzero inteso come
tutela della sfera privata, slegato dal tema dell’evasione fiscale, ne esce
rafforzato. La Germania
ha ora di più rispetto all’euroritenuta». Secondo Paolo Bernasconi, avvocato a
Lugano e conoscitore del settore bancario: «così si apre una nuova generazione
di accordi fiscali: vengono sanate le situazioni del passato e quelle del
futuro, vengono colmate le lacune dell’accordo sull’euroritenuta Tra l’altro,
questa nuova intesa viene estesa anche ai contribuenti tedeschi beneficiari di
fondazioni, società di sede offshore, Anstalten, trust non discrezionali e
simili».

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