Lotta al carovita, polemica con le aziende distribuzione a San Marino

“Il paniere a prezzi bloccati non nasce a Mosca, ma vicino a nostri confini e con la piena collaborazione tra catene commerciali e associazioni dei consumatori”.

La CSU replica così alla netta chiusura dei gruppi Sma, La Sociale, Titancoop e Conad Azzurro sulla proposta di attivare iniziative comuni per combattere il caro vita, respingendo fermamente le accuse di fare “demagogia fuorviante”: “Non è certo demagogia avanzare proposte per dare risposte concrete alle necessità dei cittadini, sottoposti a continui aumenti di prezzi e balzelli”.

“A seguito dell’azione intrapresa nei giorni scorsi sul fronte dei prezzi – spiega la Centrale Sindacale Unitaria – con la piena condivisione delle associazioni dei consumatori sammarinesi (Sportello dei Consumatori ed ASDICO), ci attendevamo un atteggiamento di disponibilità da parte dei principali gruppi sammarinesi operanti nella distribuzione commerciale. Invece sugli organi di informazione è arrivata la piccata risposta ed una netta chiusura alla nostra proposta di collaborazione finalizzata a creare un paniere di prodotti di largo consumo a prezzi bloccati”.

La CSU sottolinea che “è del tutto fuori luogo accusare il sindacato di politiche di stampo sovietico. Del resto la proposta del paniere a prezzi bloccati nasce non a Mosca, ma molto più vicino ai nostri confini. Basta guardare a quanto accade in Italia per trovare decine di accordi a livello locale fra associazioni dei consumatori e catene della grande distribuzione che hanno l’obiettivo di bloccare i prezzi di prodotti di largo consumo. Due esempi tra tutti: quelli già operativi nella Regione Marche e nella Regione Lombardia”.

“In queste due regioni – fa notare la CSU – l’iniziativa di bloccare i prezzi di diverse decine di prodotti di prima necessità è stata promossa a livello istituzionale con l’adesione e la piena collaborazione delle associazioni che rappresentano i commercianti e delle associazioni consumatori. Per la grande distribuzione hanno risposto all’appello gruppi di importanza nazionale come: LegaCoop, SMA-Auchan, Conad, Coop Adriatica, Carrefour, Esselunga, ed altre catene minori. Suona quindi davvero incomprensibile e insieme irrealistico l’atteggiamento di indisponibilità da parte di realtà sammarinesi strettamente legate ad alcuni dei gruppi che hanno aderito al paniere”.

La Centrale Sindacale Unitaria chiama infine in causa il Governo: “Sul fronte della lotta al caro vita, assistiamo al totale e preoccupante silenzio del Congresso di Stato che, benché tempestivamente coinvolto sia dal sindacato che dalle associazione dei consumatori, fino ad oggi non ha attivato alcuna iniziativa. La lotta al carovita può avere successo solamente con il coinvolgimento di tutte le parti interessate, ognuna delle quali dovrà responsabilmente svolgere la propria parte”.

Proprio per questo, conclude la CSU, “ci aspettiamo che il governo si assuma autorevolmente il ruolo di coordinamento, convocando un tavolo istituzionale nel quale si potranno affrontare a tutto campo i punti del decalogo lanciato nei giorni scorsi dal movimento sindacale e dalle associazioni dei consumatori per combattere il carovita”.

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