Massimo Cenci, Nps. Contro la corruzione, segnalata da Greco

San Marino Oggi

Cenci (Nps): “La corruzione sottrae beni a tutti noi”

“La politica
da sola non ce la può fare, serve la condivisione di tutti”

“È passato quasi inosservato, nello scorso Consiglio Grande e Generale, il dibattito conseguente alla presentazione del rapporto sul primo e secondo ciclo di valutazione congiunti del Greco, il gruppo di Stati del Consiglio d’Europa contro la corruzione”. A spiegarlo è Massimo Cenci, del Nuovo partito socialista che ricorda come, oltre a lui in quel dibattito sono intervneuti in pochi, ma “trattava di argomenti fondamentali per il nostro futuro”. “Molto spesso – ricoda Cenci – pensiamo alla corruzione come quella legata alle tangenti, piccole o grandi, ma la corruzione è molto di più. Corruzione è anche – spiega – ad esempio, assunzioni ingiustificate sotto la pubblica amministrazione, o altrettanto ingiustificati salti di livello. È anche, ad esempio, sbloccare terreni che non hanno le adeguate caratteristiche, concedendo autorizzazioni che ad altri non sarebbero mai state concesse. È anche favorire determinati imprenditori o determinati consulenti escludendone altri da lavori pubblici a parità – quando va bene – di costi e di qualità del lavoro. Corruzione è anche tanto altro di quotidiano”. E Cenci ricorda anche che “Da sempre da noi si sussurra di corruzione”, ma ora “È arrivato il momento di capire che oggi stiamo pagando pesantemente le conseguenze di un approccio malato al problema, perché la corruzione è uno dei principali freni allo sviluppo serio di un paese. E poi costa molto: i cittadini lo devono sapere, perché la corruzione arricchisce qualcuno, ma impoverisce tutti gli altri”. Cenci ricorda ad esempio, che “alterare forme di reclutamento efficaci ed efficienti di assunzione nella pubblica amministrazione – fare clientelismo – significa alterare il mercato del lavoro, significa avere una pubblica amministrazione che costa molto e produce poco, con alcune figure professionali in iper soprannumero a discapito di altre”. “Significa – continua – creare nei giovani aspettative future sbagliate, dove è più importante conoscere che valere, approfittare che lavorare. ignifica avere avuto bisogno di più risorse lavorative non sammarinesi, significa bruciare generazioni di potenziali nuovi imprenditori, e sappiamo quanto oggi ne avremmo bisogno”. Cenci mette in guardia dal fatto che “favorire l’insediamento e l’arricchimento di imprese che possono muoversi al di fuori delle regole di mercato” significa “uccidere quel mercato. Vuol dire che altre imprese sane potrebbero essere costrette a chiudere o a ridimensionarsi e che altre imprese probabilmente non nasceranno neppure”. “Permettere a qualcuno di sfruttare il nostro territorio in maniera diversa da tutti gli altri – ammonisce – non è solo una palese ingiustizia, ma è sottrarre un bene ad ognuno di noi”. “E ragionare in questo modo significa nel breve – ricorda – una allocazione distorta delle risorse finanziarie ma, ancora peggio, nel lungo periodo vuol dire non perseguire un progetto che abbia a cuore esclusivamente l’interesse del paese”. Cenci ricorda come tutti, nel corso della campagna elettorale abbiano parlato di “moralità come priorità della politica e credo sia importante confermare su questo tema fermezza e decisione, soprattutto in un momento così difficile”, ma “la politica da sola non ce la può fare, perché solo con la collaborazione e con la condivisione di tutti possiamo sperare di contrastare il fenomeno: non basta e non basterà fare buone leggi”. “I sammarinesi – dichiara – dovranno dimostrare di non accettare con indifferenza o rassegnazione quello che potrebbe venire considerato, e probabilmente in passato è stato considerato, un male tollerabile o peggio ancora necessario. Tutti dovranno essere parte attiva di un percorso”. Infine Cenci ricorda che l Greco “non ci dice che dobbiamo migliorare nella lotta alla corruzione, ci dice che dobbiamo proprio partire. E allora partiamo subito tutti, ma non perché ce lo chiede il Greco o chiunque altro. Perché lo vogliamo noi”. Di qui l’appoggio alla presa di posizione “di quei consiglieri e di quelle forze politiche che si sono recentemente schierate a favore di un futuro della Repubblica basato su principi di legalità e moralità, sul rispetto delle Istituzioni e sul sostegno di coloro che, nei Corpi Militari, nella Magistratura ed in altri ambiti, quotidianamente svolgono le proprie funzioni con alto senso dello Stato e di responsabilità. Andiamo avanti”.

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