Mese Dantesco. Maurizio Gobbi: ‘Farinata – condanna religiosa o politica?’

Le conferenze del Mese Dantesco 2015, organizzate dall’Associazione Sammarinese “Dante Alighieri“ in collaborazione con la Scuola Secondaria Superiore si concludono con l’intervento del prof. Maurizio Gobbi, il maggior dantista sammarinese.

Rinviata il 13 maggio per una sopraggiunta indisponibiltà dell’autore, mercoledì 20 Maggio, alle 21, nell’emiciclo all’aperto dell’Anfiteatro Turismo in Città, si terrà la quarta ed ultima conferenza di quest’annata: il prof. Gobbi interverrà per la gioia dell’affezionato pubblico esponendo uno degli episodi più significativi della Divina Commedia; la sua “lettura” avrà per tema:  “Farinata – condanna religiosa o politica? “.

Siamo nel decimo canto dell’Inferno, nel VI girone, quello degli eretici, ma anche degli epicurei o atei, i quali non credono nell’immortalità dell’anima: sullo sfondo silenzioso del cerchio, risuona grave la voce di Farinata degli Uberti, illustre fiorentino dal comportamento fiero, che assume la dignità eroica di una statua.

Farinata, della schiera di coloro “che l’anima col corpo morta fanno“, sconta la sua pena che immeritatamente coinvolge anche la moglie ed i familiari, tanto da precludere loro l’eredità del casato, dimostrando quindi una stretta correlazione tra politica, religione ed interessi economici.

Dante, condannato anche lui ingiustamente alla pena dell’esilio per essersi opposto alle prepotenze dei Neri e di papa Bonifacio VIII, non è molto indulgente nei confronti di Farinata, suo nemico politico, tuttavia ne ammira il coraggio e la statura morale.

Dall’incontro-scontro dei due grandi uomini, accomunati dallo stesso destino di esuli politici, deriva uno dei canti più poetici dell’intera Commedia.

    Questo quarto ed ultimo appuntamento, previsto nell’ambito della nona edizione del Mese Dantesco 2015, si tiene sotto l’alto patrocinio della Segreteria di Stato alla Cultura, dell’Ambasciata d’Italia a San Marino e della Commissione Nazionale Sammarinese per l’UNESCO. L’ingresso è libero

 

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