Monica Raschi: Banca Centrale sempre più nel caos cerca un presidente coraggioso

Il Resto del Carlino
Banca Centrale sempre più nel caos cerca un presidente coraggioso
Una nomina difficile che non avverrà prima del nuovo anno
Sono tempi molto difficili per Banca Centrale, istituzione che deve guidare il sistema bancario del Paese e che, a sua volta, si trova a navigare a vista. Dopo le dimissioni del presidente Wafik Grais che ha lasciato il suo posto alla fine di ottobre, le redini di via Del Voltone sono rette dal vice Silvia Cecchetti, mentre il governo inizia a pensare al sostituto di Grais.
Già escluso il bando internazionale considerata la non felice esperienza da poco passata, con i candidati che a poco a poco se ne sono andati quasi tutti.
Scelta non facile considerato che all’interno di San Marino non sembrano essere presenti figure che possano ricoprire tale ruolo e all’esterno non sarà semplice trovare qualcuno che accetti di sedere su di una poltrona a dir poco bollente per centomila euro lordi, benefit compresi: questo è quello che impone la legge sui tetti agli stipendi dei manager.
Banca Centrale ha, infatti, una serie di problemi che potrebbero tenere lontani i candidati, a iniziare dall’indagine della magistratura sui titoli acquistati dalla Bcsm in Banca Cis, poi c’è la riforma dello statuto di Banca Centrale.
Da non dimenticare una questione estremamente delicata che riguarda la spending review che dovrà essere applicata all’istituto, anche per effetto della legge sul tetto stipendi.
Infatti non sono pochi i dirigenti che superano il tetto del centomila euro, ma sono anche possibili ridimensionamenti del numero della forza lavoro totale, attualmente tra Banca Centrale e Aif sono impiegate oltre novanta unità.
Senza contare che il contratto di lavoro è scaduto da tempo e in qualche modo si dovrà andare a un rinnovo, altro problema di non poco conto data la situazione.
Ultima questione, ma non certo per importanza, è il commissariamento della Fondazione di Banca Centrale.
L’istituto naturalmente cerca di andare avanti al meglio, anche attraverso il lavoro del nuovo direttore Raffaele Capuano che sta incontrando i vertici delle banche cercando di recuperare le fratture che si sono verificate in questi anni dove il dialogo tra via del Voltone, i vari istituti di credito e la stessa associazione bancaria sammarinese erano molto radi per non dire quasi inesistenti.
Dialogo complicato non solo all’interno del sistema bancario del territorio ma anche con l’esterno: nonostante le reiterate richieste di intervista la cui modalità poteva essere scelta dalla presidenza di Banca Centrale (telefonica, di persona, per mail, sia lingua italiana che inglese) questa testata non è mai riuscita ad ottenerla.
Monica Raschi

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