Non si impara mai

Non si impara mai

C’è chi vuole tornare all’oscurantismo

Don Mangiarotti, uno delle rimanenze lasciate dal Vescovo Negri nel Montefeltro, assieme ad altre ancor più deleterie, approfitta anche di questo difficile momento per tentare di riproporre il suo modello di  Chiesa: una Chiesa  che possa condizionare con potere temporale (e non come legittima libertà di confessione di una fede) i governi, le leggi e la società. Se la prende con l’illuminismo, nostalgico di un oscurantismo che conosciamo come feroce con gli uomini, che ha frenato per secoli il cammino dell’umanità verso la creazione di un modo migliore, verso un’escatologia “dove regni la giustizia” costruita dall’uomo su mandato tracciato dai primordi nella coscienza umana, insegnato da pensatori e filosofi, annunciato nei Vangeli e altri messaggi attribuiti dall’uomo alla trascendenza.

L’illuminismo nato proprio per reazione all’oscurantismo portatore di guerre secolari, di violenza sugli uomini (si pensi all’inquisizione) e di ingiustizia alla cui base c’era anche quella Chiesa che rivorrebbe Mangiarotti. La Chiesa dell’oscurantismo non aveva niente di evangelico. L’uomo ha tentato di costruire un mondo liberato anche da una Chiesa che non voleva lo sviluppo dell’umanità (pensate all’impedimento della ricerca medica e scientifica). Il comportamento si è ripetuto di fronte alle rivendicazioni del movimento operaio: la chiesa era con gli sfruttatori a benedire le armi per la guerra, a difendere il suo potere temporale. I suoi tentacoli sono sopravvissuti nel pensiero di Mangiarotti e nel suo movimento continuando a danneggiare l’umanità e la fede cristiana fino ad oggi, ben oltre l’affermazione dell’illuminismo (che, sia chiaro, non ha nulla di sacro, una speranza che ha ovviamente mostrato i suoi limiti e tradimenti, poi 100 anni dopo il socialismo, altra speranza, coi i suoi errori e tradimenti, ma comunque passi fondamentali per l’umanità, con la Chiesa sempre dall’altra parte). Ma i tentacoli lunghi dell’oscurantismo sopravvivono. Basti pensare al potere ancora esercitato dagli integralisti che vogliono usare lo Stato per fermare i diritti civili (e tutte le prese di posizione di Mangiarotti contro i gai).

Nel cammino affascinante dell’umanità c’è chi rema per andare avanti e chi rema per tornare indietro: i seguaci di Mangiarotti hanno scelto la loro collocazione. Ma fortunatamente anche nella Chiesa è sopravvissuto il messaggio del vangelo con la forza di uomini anche se perseguitati nella Chiesa di ieri. Oggi grandi speranze con Francesco, vescovo di Roma.

Voglio ancora dire a Mangiarotti: 1) non citi Rahner perché dal po’ che conosco il suo pensiero è quello di una chiesa che sia se stessa, ma che non pretenda di imporre coi poteri dello Stato il proprio pensiero; 2) che dall’attuale tragica vicenda anche la Chiesa, oltre a tutto il m ondo, dovremo tutti imparare ad essere più aperti, accoglienti e solidali; più illuministi che oscurantisti, più aperti che chiusi e settari; 3) ripassi poi un brano bellissimo del vangelo che dice: voi dovete essere il sale …il lievito  … della terra. A che serve il sale e il lievito se resta chiuso in se stesso? E allora non bisogna pensare alla scuola cattolica, al partito cattolico (che tra l’altro ha dato più bella bella immagine di sé di altri partiti così come i ciellini dove hanno governato), alla stampa cattolica (anche il ping pong cattolico) … ma pensare ai credenti dentro i partiti dentro la scuole dentro l’informazione con atteggiamenti aperti e non settari. La chiesa deve essere del popolo di Dio, anzi è il popolo di dio, se è solo gerarchia non è Chiesa e almeno lasci ai laici quanto riguarda i problemi politici, sociali ed economici che sono di competenza dei laici (cap. 43 della Gaudium  et spes).

Giovanni Giardi

da     https://promemoria3.wordpress.com

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