Summit della Confederazione Europea dei Sindacati (CES) a Malta

Summit della Confederazione Europea dei Sindacati (CES) a Malta in occasione del semestre a guida maltese della UE. Particolarmente apprezzato l’intervento del primo Ministro maltese. Anche San Marino deve ripartire dalla concertazione

Solo attraverso il dialogo sociale si può costruire un’Europa democratica dei popoli, senza muri e disuguaglianze sociali

RSM 26 marzo 2017 – Molti i punti dell’odg affrontati nei giorni scorsi dall’Esecutivo della Confederazione Europea dei Sindacati (CES) al summit di Malta, a cui hanno partecipato, per le Confederazioni Sammarinesi, il Vice Segretario CSdL Gilberto Piermattei e il Segretario Generale Aggiunto CDLS Mirco Battazza. Elemento centrale della discussione è stato il dialogo sociale; un metodo che prevede il confronto e la concertazione, che purtroppo viene sostanzialmente ignorato da molti stati e governi europei. D’altronde nel libro bianco pubblicato dalla Commissione Europea, è scomparsa quasi completamente le parola sociale: una inversione di tendenza molto pericolosa, rispetto al precedente libro bianco di Jacques Delors, che inficia quella visione dell’Europa basata sulla dimensione sociale e sulla lotta alle disuguaglianze.

Ma tutto ciò non ha scoraggiato i rappresentanti dei 50 milioni di lavoratori uniti nella CES, che hanno voluto inserire nella discussione il dialogo sociale, accanto a temi come la crescita dei salari dei lavoratori europei, la ripresa degli investimenti nelle infrastrutture per rilanciare il lavoro dignitoso e per mettere i giovani e i lavoratori nelle condizioni di costruire un’Europa dei popoli, di ridurre le disuguaglianze sociali, per favorire l’abbattimento dei muri e aprirsi al cambiamento e all’accoglienza. Durante l’Esecutivo CES erano in corso le elezioni in Olanda, in cui si confrontava una società spaccata in due; tra chi professa e alimenta l’odio e la divisione, e chi sostiene un’Unione Europea basata invece sulla inclusione sociale e sul superamento delle disparità. La CES ha accolto il risultato finale di questa sfida elettorale con un grande applauso; ha prevalso chi porta avanti un’idea di unità dei popoli europei, e non di scontro e divisione.

Tutto ciò è rafforzato da una realtà: pur nel contesto della guerra fredda, per 70 anni i popoli che hanno aderito alla Comunità Europea non si sono odiati e hanno scongiurato sconfitti devastanti, come quelli della prima e seconda guerra mondiale. I punti in discussione al summit di Malta saranno rilanciati con forza nell’incontro che tutti i sindacati europei avranno a fine maggio a Roma in occasione della Conferenza CES di metà mandato, con l’obiettivo di far sì che i temi affrontati siano ripresi nel confronto con la commissione Europea e con le imprese, e affinché gli Stati nazionali e i governi tornino ad adottare il metodo del dialogo sociale.

L’importanza del dialogo sociale è stata sottolineata nell’appassionato intervento del primo ministro maltese Joseph Muscat, il quale, nel suo discorso interrotto numerose volte dagli applausi della platea sindacale, ha ribadito che i risultati ottenuti da Malta (crescita economica ed occupazionale) sono il frutto proprio di un’ampia e costruttiva relazione con le parti che rappresentano i lavoratori e le imprese. In sostanza ha voluto sottolineare come il dialogo sociale sia l’elemento portante che ha permesso di rilanciare l’economia del suo Stato, e che deve rappresentare un esempio per tutti i Governi europei. La dimensione sociale è imprescindibile per la crescita economica, per far sì che le disuguaglianze possano ridursi e per bloccare ogni forma di populismo, individualismo e xenofobia, partendo da un valore imprescindibile: l’accoglienza. Nel suo intervento il primo Ministro maltese ha voluto ribadire la sua appartenenza alla famiglia socialdemocratica, ma al contempo ha sottolineato che ciò che conta, più che la stessa appartenenza, è l’essere accomunati dalla volontà di superare i muri ideologici, facendo così prevalere il buon senso e il bene comune. Vanno affermate le idee che conducono al dialogo sociale, partendo dal concetto che le imprese che investono nel futuro e nella tecnologia devono essere accompagnate da una crescita dei propri lavoratori, in termini di conoscenza ed evoluzione professionale. Gli interventi delle Confederazioni maltesi hanno confermato in pieno i contenuti e i principi espressi dal primo Ministro maltese

Pertanto, per le forze sindacali e le imprese si pone la necessità di evitare arretramenti nelle condizioni di lavoro, per far sì che le società e gli stati europei possano evolversi verso un futuro senza guerre, senza muri, senza disuguaglianze sociali, accogliendo le persone che nel mondo sono costrette alla miseria e alla umiliazione. Le Confederazioni Sammarinesi, che hanno partecipato ai lavori, condividono pienamente le parole del primo Ministro maltese Muscat. In tal senso, per CSdL e CDLS è indispensabile che anche a San Marino si creino tutti i presupposti affinché si affermi il metodo del dialogo sociale. Ciò, attraverso una crescita culturale che conduca tutte le parti a creare un rapporto solidale e di condivisione delle scelte, per far sì che il lavoro dignitoso e professionalizzato sia l’elemento di congiunzione tra la piccola realtà sammarinese ed il resto del continente europeo. Anche nel nostro paese occorre consentire ai giovani di restare, investendo in formazione, conoscenza e tecnologia, educando i cittadini ai valori dell’uguaglianza dei diritti e dell’accoglienza, che restano le basi fondamentali per la convivenza pacifica dei popoli europei.

Gilberto Piermattei – Vice Segretario CSdL
Mirco Battazza – Segretario Generale Aggiunto CDLS

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