San Marino. Conto Mazzini, l’avvocatura: “L’impianto probatorio trova conferma”

Antonio Fabbri: L’informazione di San MarinoIl giudice Gilberto Felici conferma le risultanze emerse dal lavoro degli inquirenti / L’avvocatura: “L’impianto probatorio trova conferma”

SAN MARINO. E’ una sentenza pesante che segna la storia di San Marino, come d’altra parte aveva già fatto l’indagine. La decisione di primo grado del processo sulla Tangentopoli sammarinese-conto Mazzini segna un passaggio inevitabilmente storico. Lo hanno detto durante le loro arringhe finali gli stessi avvocati che rivolgendosi al giudice Gilberto Felici hanno affermato: “Dopo la sua decisione nulla sarà più come prima”. Basterebbe osservare che si tratta di una sentenza di condanna di primo grado per otto ex Segretari di Stato, di cui cinque ex Capitani Reggenti, che hanno segnato un lungo periodo politico-istituzionale della storia sammarinese. Basterebbe questa valutazione per comprendere il peso della decisione resa pubblica ieri dal giudice Gilberto Felici. Giudice del quale tutti gli avvocati hanno apprezzato pubblicamente nelle arringhe finali, la serietà e la competenza nella conduzione del processo

L’impianto accusatorio formulato dagli inquirenti Alberto Buriani, Simon Luca Morsiani e Antonella Volpinari, al di là delle contestazioni delle difese, ha dunque retto. “Siamo soddisfatti – ha detto l’avvocato Antonella Monteleone parte civile per l’Eccellentissima Camera – perché la sentenza conferma che l’impianto probatorio è coerente”. “E’ stata accolta la ricostruzione degli inquirenti che questa Avvocatura ha condiviso – ha detto l’avvocato Sabrina Bernardi – siamo soddisfatti”. Ora occorrerà attendere le motivazioni, ma già i legali i cui assistiti sono stati condannati a pene pesanti, hanno annunciato appello. (…)

Leggi l’intero articolo di Antonio Fabbri pubblicato dopo le 23

 

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