San Marino. “Facciamo qualcosa prima che tutto degeneri”

SAN MARINO. Riceviamo e pubblichiamo una lettera a firma di Giovanni Giardi.

Sta crescendo nel paese un clima di giansenismo intollerante e di odio molto pericoloso:

  • chi ha portato  al disastro il Paese non ha  fatto nessun doveroso mea culpa,  pretende di aver riacquistato una extraverginità e attacca senza pudore chi tenta con fatica a trovare soluzioni ai gravi problemi da loro stessi creati, soluzioni che peraltro non è detto siano possibili;
  • l’opposizione politica unisce in un abbraccio che ha paradossale  la vecchia politica   con forze che potevano rappresentare una speranza di rinnovamento;
  • hanno spazio e vengono utilizzati personaggi che hanno scelto di vivere diffondendo odio sospetto, pregiudizio e anche razzismo; 
  • vengono al pettine vecchi pregiudizi contro il sindacato, peraltro in grosse difficoltà, e nuove teorie un po’ qualunquiste, non  solo sammarinesi,  contro questa gloriosa istituzione. Questo atteggiamento si concretizza  anche in una forma di presunzione nel governare la cosa pubblica  che impedisce il confronto necessario,  fa commettere errori, fa scaturire i guai politici e anche gli scioperi che non  piacciono.

Da nonno ormai rottamato non posso tacere perché sono molto preoccupato. Vorrei fare un appello a tutte le persone oneste e di buona volontà presenti nel Paese e in tutte le forze politiche che abbiano  sinceramente a cuore i destini del Paese e non piccoli interessi di parte, di attivarsi per smantellare questo clima astioso e che non ci può portare molto lontano.

Chiedo: non può essere messa in campo una disponibilità dell’opposizione a non vomitare veleno su ogni proposta del governo di soluzione dei problemi? Può il Governo confrontarsi, poi confrontarsi, poi confrontarsi con pazienza e caparbietà e arricchire le sue proposte di i contributi  anche provenienti dall’opposizione, delle forze sociali particolarmente dal sindacato che mi sembra abbia espresso qualche idea interessante? Il confronto esalta la democrazia e non mortifica i ruoli istituzionali che devono restare chiari e fermi.

Sui temi del momento, si può lasciare lavorare in pace e  nella sua autonomia la Magistratura che ancora una volta sta dimostrandosi adeguata al ruolo e assicurarsi semmai tutti  assieme che i fili con cui le losche figure che condizionavano, in passato,  da dietro le quinte, alcune istituzioni, sono stati tagliati?

 Giovanni Giardi

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