Cattolica (Rimini). Chiusura del Festival Nazionale della Cultura Sportiva

CHIUSURA DEL FESTIVAL NAZIONALE DELLA CULTURA SPORTIVA 2018

Chiude a San Giovanni in Marignano, nel Granaio dei Malatesta, con una carrellata di eventi, la terza edizione del Festival Nazionale della Cultura Sportiva.

Una settimana ricca, non solo di eventi, gare e talk show ma soprattutto di emozioni, incontri speciali, parole e storie che hanno colpito, scosso e fatto riflettere sul ruolo dello sport nella vita, nella disabilità, nella società, in rete. Ed il concetto di INTEGR+AZIONE ha preso il sopravvento in tutte le situazioni del festival, supportato anche dalla splendida collaborazione tra i quattro comuni del territorio: Cattolica, Gabicce Mare, Gradara e San Giovanni in Marignano. Ancora una volta Rimbalzi Fuori Campo lancia messaggi forti, offre opportunità di confrontarsi con realtà che spesso stanno dietro uno schermo televisivo, di gareggiare secondo principi di sana competizione, dando spazio a sportivi di qualsiasi età, qualsiasi preparazione atletica e qualsiasi abilità. 

BREVE RESOCONTO DEL DIBATTITO PUBBLICO “VITE NELLO SPORT”

A condurre le interviste delle due atlete paralimpiche Giorgia Greco ed Eleonora Sarti è la firma più prestigiosa degli sport paralimpici in Italia, Claudio Arrigoni, giornalista della Gazzetta dello Sport, collaboratore di varie testate, tra cui Corriere della Sera e RAI.  Sul palco, vicino alla figlia undicenne, c’è la madre di Giorgia Greco, Francesca, che non ha ancora superato la fatica del percorso nella malattia della figlia. Un osteosarcoma ha costretto infatti Giorgia all’amputazione di una gamba, ma non le ha impedito di danzare con i suoi coetanei e di riacquistare il sorriso grazie proprio alla ginnastica ritmica con la quale ha detto “mi sfogo e mi rilasso dopo una pesante giornata di scuola” e che la fa ”sentire libera”.  Accanto c’è Samantha Semprini, responsabile della Scuola di danza Il Castello, il cui corpo di ballo si è esibito poco prima e che ha creato per Giorgia una coreografia potente e in sintonia con una visione della danza come espressione di sé e delle proprie qualità umane e artistiche che Samantha illustrerà bene durante il dibattito. 

Si è trattato di una grande lezione di vita per tutti i presenti. Si è parlato dei valori dello sport che sono gli stessi sia per i disabili che per i cosiddetti “normali”.  Gli atleti paralimpici hanno le stesse motivazioni e lo stesso giovamento dallo sport che hanno gli olimpici, le stesse frustrazioni quando perdono, le stesse soddisfazioni quando migliorano grazie agli stimoli dello sport che fa aumentare la loro autostima e la loro performance. Giorgia dice che il suo grande rammarico è di non poter gareggiare con nessuno dimostrando la necessità di una sana competizione. La madre Francesca spiega che ”la ginnastica ritmica ha determinati obbligatori per cui Giorgia non può essere valutata”. Sul tema della valutazione si esprime Samantha Semprini che “ha affrontato un training a Londra proprio sulla valutazione della danza: si considerano distintamente la postura, la performance e l’espressività” così si dà la possibilità a tutti di raggiungere un buon punteggio. Racconta Samantha che “il ricordo più emozionante è di aver valutato una bambina non vedente la quale con la musica e la mia direzione aveva acquistato un proprio senso dello spazio al punto di dimostrare di essere proiettata in un mondo che gli altri bambini non vedevano ed ha preso un punteggio molto alto”.

Per Eleonora, classe 1986, che nasce come giocatrice di basket in carrozzina ed ora è campionessa sia paralimpica che olimpica di tiro con l’arco “perché tirare da seduti o in piedi non fa differenza”, l’emozione più grande è stata quando a Rio, in sala mensa, “ti trovavi a mangiare con gente che mangiava con i piedi, o che non aveva arti, non c’era nessun tipo di diversità, un mondo irreale che mi piacerebbe ci fosse nella realtà, era bellissimo, quella era la normalità di quel momento”. Eleonora ribadisce che fin da piccola ha praticato ogni tipo di sport, e riconosce allo sport il merito di averla fatta vivere e di averla spinta a lottare, lavorare, diventare forte. La forza è una necessità nella vita, qualsiasi educazione ad essere forti ad avere carattere e forti motivazioni è necessaria per temprarsi alla vita e alle sue incognite. Anche gli errori servono per migliorarsi e per imparare l’umiltà.

Il Sindaco e il Vicesindaco di San Giovanni in Marignano che sono intervenuti portando doni agli ospiti hanno espresso grande apprezzamento per l’iniziativa di Rimbalzi Fuori Campo che ha beneficiato di sinergie con molte Associazioni della città.

PAGINA FACEBOOK DELL’EVENTOhttps://www.facebook.com/festivalculturasportiva.it/

 

 

 

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