San Marino. Febbre da fusione: operazione di potere o valore aggiunto per il Paese?

SAN MARINO. Centrale Sindacale Unitaria perplessa sulla possibile fusione di Cassa di Risparmio e Banca di San Marino.

Sono ormai mesi che si rincorrono le voci di una frenetica attività di “moral suasion” del Governo e dei vertici di Banca Centrale nei confronti delle banche sammarinesi. Le parole d’ordine e le motivazioni sono quelle che si vendono bene nell’opinione pubblica: rafforzamento del sistema, efficienza operativa e competitiva, contributo alla ripresa economica e, ciliegina sulla torta, l’immancabile possibilità di operare con forza nello scenario internazionale. Peccato che queste roboanti dichiarazioni si scontrino con una situazione di fatto che è lontana anni luce dal mondo dei sogni illustrato per giustificare una operazione di potere finanziario che fa acqua da tutte le parti.

Di possibili fusioni o accorpamenti nel settore bancario, caldeggiate dall’onnipresente Fondo Monetario Internazionale con la benedizione di Governo, Banca Centrale e della riallineata ABS, si parla da tempo. A rallentare il progetto, molto probabilmente, è stata la strampalata gestione da parte dell’Esecutivo della situazione di Asset Banca, che ha caricato sulle spalle di Cassa di Risparmio un fardello pesantissimo, per non parlare di tutte le altre ricadute in termini economici e di immagine del sistema Paese.

Leggi il comunicato integrale.

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