A San Marino dalla legge elettorale al Premier?

Dalla legge elettorale al Premier

Il referendum sulle modifiche alla legge elettorale, in programma il 2 giugno (così il Bollettino Ufficiale che riporta il decreto reggenziale), rappresenterà un bel banco di prova per il Governo, ma anche – questo l’auspicio dei proponenti – per il Paese. E’ palese che l’attuale premio di maggioranza abbia creato una serie di distorsioni, a partire dal fatto che i 20 consiglieri eletti della maggioranza sono poi diventati 35, quasi il doppio. Inoltre, molti candidati votati dai cittadini sono stati “sostituiti” con altri che di voti ne han presi molti meno, con il rischio che siano forse anche meno incisivi. Al di là di ogni valutazione sul grado di preparazione e di competenza dei Consiglieri o sul fatto che l’asticella del premio di maggioranza è troppo bassa, se passa la riforma ci sarà soprattutto da chiedersi come farà l’attuale Governo a rimanere in carica, visto il pericolo di “illegittimità” del metodo con il quale è stato eletto. In molti stanno scommettendo sull’eventuale “caduta”, ma vista l’importanza del tema, questa potrebbe essere l’occasione per una revisione dell’intero apparato istituzionale. (…)

… di fronte al bisogno che ha la Repubblica di San Marino di completare le grandi riforme (e sono davvero molte…), serve un coordinamento molto più efficace di quello che si è visto invece nei vari Governi succedutisi nel tempo. Un coordinatore tra le Segreterie di Stato quindi, ma anche un unico referente verso l’esterno. Che si chiami Premier oppure Primo Ministro, lo decideranno i sofisti (…) 

Articolo tratto dal settimanale Fixing

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