San Marino. La Csu per il Primo Maggio chiede “sicurezza e lavoro per uscire dalla crisi”

Ripartire dal lavoro in sicurezza.

Lo chiede la CSU, che aggiunge: “Oggi 28 aprile è la Giornata mondiale della sicurezza sui luoghi di lavoro e la CSU si unisce  alla Confederazione Sindacale Europea (CES)  nel ricordare i lavoratori che hanno perso la vita e in questo tempo di pandemia e a sostegno di tutto il personale sanitario, dei servizi pubblici e privati che hanno continuato a lavorare affrontando grandi difficoltà.

Il binomio lavoro-sicurezza  è anche  il tema scelto dal movimento sindacale per celebrare questo Primo Maggio segnato dall’emergenza Coronavirus.  I segretari generali Giuliano Tamagnini (CSdL) e Gianluca Montanari (CDLS) sottolineano che “il  contagio economico del virus sarà pesante, con  contraccolpi dolorosi sul mondo del lavoro. La Confederazione Europea Sindacale  stima infatti 40 milioni di nuovi disoccupati in tutto il vecchio continente.  Anche a San Marino nel breve periodo  va garantita  una protezione sociale che non escluda nessuno e l’avvio di un piano di aiuti finanziari soprattutto a sostegno del sistema delle piccole e medie imprese, che sono la peculiarità del nostro modello produttivo.  Per questo  c’è l’urgenza non solo di ripartire, ma di immaginare il mondo dopo.  In primo luogo la politica e il governo hanno la responsabilità di indicare un percorso, un orizzonte. Servono pensieri lunghi, non certo  tatticismi, litigi e polemiche”

Per i segretari CSU “questa doppia crisi sanitaria ed economica ci riporta ai valori originari e fondanti  del Primo Maggio e del movimento sindacale: a quando i lavoratori salivano sul Pianello col vestito della festa per affermare il diritto del lavoro, della salute e dell’educazione per tutti.  Valori che oggi, di fronte a questa emergenza globale, assumono nuova forza e centralità.  Disuguaglianze sociali, cambiamenti climatici, privatizzazioni e smantellamento dello Stato Sociale sono ingredienti di un modello sociale ed economico che si è sempre più consolidato in questi ultimi decenni: sempre meno spazi per tutele e garanzie, sempre maggiori ricchezze nelle mani di pochi privilegiati dell’economia globale. La crisi sanitaria originata dal Covid-19 ci sta oggi mostrando  con chiarezza la fragilità di questo  modello economico e i pericoli di uno sviluppo frenetico, fondato solo sul  mito del profitto a qualsiasi costo”.

“Questo Primo Maggio segnato dalla pandemia – avvertono Tamagnini e Montanari –  ci ricorda che sull’altare dell’avidità non sono sacrificabili  diritti umani fondamentali:  il diritto alla vita, alla salute pubblica, alla sussistenza. Ci ricorda che la difesa dei diritti dei lavoratori,  delle  famiglie e della terza età è l’unica  bussola in grado di orientarci per costruire il dopo.  Ci obbliga a riorganizzare il lavoro, a fare i conti con l’innovazione digitale, a riportare in primo piano l’universalità del servizio sanitario pubblico. Un servizio che molti, di fronte al mito dell’efficienza delle privatizzazioni, consideravano solo una costosa eredità del passato. Ci mette di fronte al grande tema della tutela dell’ambiente, perché l’insostenibilità di una crescita e di un consumo energetico senza limiti sono alle origini della pandemia. Come l’emergenza-virus dimostra, il mondo non si governa con i muri ma con la cooperazione. Il futuro non si costruisce con gli egoismi e le chiusure, ma con solidarietà e  collaborazione reciproca. Questo vale per la nostra piccola Repubblica così come per la grande Europa”.

I segretari sindacali  rivolgono infine “un profondo ringraziamento a tutti i lavoratori che durante questa lunga quarantena hanno garantito con  la consueta professionalità e con immancabile senso di responsabilità i servizi essenziali in Repubblica. Gratitudine e vicinanza  a medici, infermieri, operatori socio sanitari, forze della Polizia Civile, della Gendarmeria e Guardia di Rocca, personale docente, farmacisti, giornalisti, vigili del fuoco, addetti alla raccolta rifiuti, operai, impiegati, commesse, cassieri, addetti alle pulizie, badanti, autotrasportatori, che in questi giorni di pandemia hanno continuato a lavorare affrontando grandi difficoltà”.

Ma è  al grande  senso di responsabilità  di tutto il mondo del lavoro e al popolo della terza età che i segretari CSU esprimono riconoscenza: ” Siamo vicini  ai tantissimi lavoratori che a causa del lockdown  sono rimasti a casa perdendo  quote significative di reddito e  un grande abbraccio lo rivolgiamo  ai nostri pensionati, i più esposti e colpiti dall’epidemia. Un pensiero a loro che sono per noi radici e storia”.

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