Osla: San Marino sempre piu’ fuori dal mondo

OSLA Organizzazione Sammarinese degli Imprenditori è preoccupata per l’inesorabile fenomeno che San Marino subisce passivamente, un isolamento logistico, della viabilità e dei collegamenti che rischia un destino di estinzione economica, commerciale e turistica. Basta pensare ai tempi di percorrenza medi che ci separano dai principali nodi logistici: casello autostradale, aeroporto internazionale di Rimini, stazione ferroviaria, principali incroci arterie stradali; a questi si unisce una temporizzazione asincrona dei semafori, che non garantiscono l’onda verde con il rispetto dei limiti di velocità, ma favoriscono l’intercettazione dei flussi turistici e commerciali che intendono arrivare a San Marino. Pensiamo solo all’evoluzione del distretto commerciale di Cerasolo, valorizzatosi molto di più di aree sammarinesi a naturale vocazione commerciale, dove manca la più semplice illuminazione pubblica, il parcheggio o il marciapiede.

La consolare Rimini San Marino rappresenta una tra le più pericolose strade in Italia, a causa di una banchina stradale con numerosi attraversamenti a ponticello in cemento. Quali soluzioni alternative esistono al collegamento veloce su gomma con i principali nodi logistici come l’aeroporto di Rimini e l’autostrada? Per lo studio della viabilità occorre partire dall’analisi dei flussi logistici e del traffico, dai “colli di bottiglia” delle arterie stradali, dalla mappatura dei rischi e degli incidenti, per realizzare un piano strutturale. Evidenti i problemi relativi alla congestione del traffico attuale sulla superstrada Rimini San Marino, che è stata trasformata, in contrasto con le direttive per le strade a scorrimento veloce, in una strada urbana e per di più commerciale, con l’installazione di rallentatori semaforici, che andrebbero sostituiti con altre soluzioni tecniche, per garantire il flusso turistico e lavorativo diretto, sicuro e con tempi di percorrenza brevi.

E’ necessario risolvere anche i problemi interni, caratterizzati dalla congestione sull’unico asse esistente, realizzando tre anelli o cornici: uno alto con collegamento ad anello alla base del monte, si tratta di soli 500 mt. che mancano per la chiusura ad anello fra la zona Baldasserona e Montalbo; una cornice media utile per snellire il traffico diretto verso il Montefeltro da entrambi i lati ed evitare così il transito a Borgo Maggiore dove si ha la massima congestione; una cornice bassa che consenta di girare attorno ai confini a quote di circa 100 mt., che in qualche tratta dovrà inevitabilmente interessare anche il territorio italiano o gallerie. 

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