Paolo Rondelli sulla mancata firma al tavolo tripartito

Tavolo tripartito:
ancora fumata grigia

Il Presidente Paolo Rondelli: “Chiediamo un gesto di buon senso”

di Loris Pironi

Ancora una fumata grigia per
il tavolo tripartito, che il Governo
nelle ultime ore considerava
ormai in dirittura d’arrivo.
Nella giornata di martedì
infatti sia il direttivo dell’ANIS,
sia quello di OSLA hanno deciso
di prendere tempo. L’Associazione
Nazionale dell’Industria
Sammarinese in particolare
invoca “una scelta coraggiosa”,
perché la situazione
è oggettivamente molto difficile,
e lo scenario che si evolve
giorno dopo giorno sta diventando
estremamente preoccupante.
La situazione è in continua
evoluzione, e Fixing la seguirà
quotidianamente on line
su San Marino Web.

Intanto va rilevata una cosa:
nessuno si è alzato dal tavolo
ed ha sbattuto la porta. È un segnale
importante, ed è anche
una dimostrazione di responsabilità.
L’ANIS ha chiesto una
scelta coraggiosa, e intanto, a
essere sinceri, coraggiosa è
stata la decisione di non firmare
il documento. “Chiediamo
un gesto di buon senso – afferma
il Presidente dell’ANIS, Paolo
Rondelli – che è quello di
sedersi di nuovo attorno al tavolo
per trovare soluzioni vere
ai problemi pressanti delle imprese.
Purtroppo la situazione
è molto difficile, e la crisi del
sistema sammarinese si sta
evolvendo rapidamente e in
maniera imprevedibile. Di sicuro
sappiamo soltanto che
siamo di fronte ad una crisi
epocale: oggi è impossibile
avere anche una visuale di ciò
che ci attende nei mesi a venire,
e il documento così com’è
non è allineato alla realtà che
stiamo vivendo quotidianamente.
La nostra posizione
non è di chiusura, ma al contrario
vuole essere un’apertura
a ragionare su quelle riforme
di cui il Paese ha assolutamente
bisogno”.

La riunione del Consiglio Direttivo
dell’ANIS di martedì
sera è stata lunga ed intensa,
ed ha portato ad una approfondita
disanima della congiuntura
economica e delle incerte
prospettive che attendono
San Marino nell’immediato
futuro.

In una nota l’ANIS rimarca “come
San Marino stia scontando,
oltre a quella internazionale,
una propria epocale crisi di sistema
i cui effetti non sono ancora
del tutto prevedibili”. E altrettanta
preoccupazione gli
imprenditori “esprimono per
le conseguenze di tale situazione
e degli interventi prospettati
sul Bilancio dello Stato”. “Nonostante
tutto ciò – conclude
l’ANIS – gli imprenditori riconfermano
la volontà di salvaguardare
il potere di acquisto
delle retribuzioni dei propri
collaboratori, così come hanno
provveduto a indicare alle parti
proposte e possibili soluzioni
da assumere per affrontare con
la necessaria tempestività questa
situazione di straordinaria
difficoltà”.

Un appello alla responsabilità
è arrivato nella giornata di
mercoledì anche da parte
dell’UNAS, che chiede di non
arrivare ad un ‘braccio di ferro’
tra sindacati e associazioni
dei datori di lavoro e rilancia
l’importanza del tavolo tripartito.
E pur senza criticare “chi
riterrà di non procedere alla
firma del proprio contratto”,
ha invitato a sottoscrivere sin
da subito il contratto collettivo
generale settore artigianato.
Cosa succederà nei prossimi
giorni è difficile saperlo. Al
momento di andare in stampa
l’esecutivo aveva appena convocato
una nuova riunione del
tavolo, per vedere come riuscire
a sbloccare questa fase di
empasse.

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