Patrizia Cupo di Corriere Romagna San Marino: Conto Mazzini, caccia ai soldi da altre banche

Corriere Romagna San Marino

 Prosegue l’inchiesta sul “bancomat” dei politici: il tribunale chiede l’interrogatorio per rogatoria dell’ex responsabile dell’antiriciclaggio di Banca commerciale

 Conto Mazzini, caccia ai soldi da altre banche

 Provvedimento del giudice per cercare relazioni col libretto “Arrivederci” zeppo di 4 milioni di euro

Patrizia Cupo

 SAN MARINO. Co nt o
Mazzini, la polizia torna
alla ricerca dei movimenti
di denaro che hanno alimentato
i libretti “figli”
di quello intestato all’eroe
risorgimentale. Provvedimento
del tribunale per
passare al setaccio alcune
banche del Titano alla ricerca
dei flussi di soldi
verso il libretto “Arrivederci”
depositato in Banca
commerciale e nel quale
sarebbero transitate
provviste per 4 milioni di
euro. Non si ferma l’i nchiesta
della magistratura
sammarinese per far
luce sull’operatività in Bcs
ma soprattutto su quei
libretti al portatore, parte
dei quali usati come “bancomat” da alcuni politici:
la maxi indagine è per il
momento aperta per riciclaggio,
e ad oggi sono solo
due le persone iscritte
nel registro degli indagati.
Si tratta di Giuseppe
Roberti, ex responsabile
dell’Antiriciclaggio, e Gilberto
Canuti, ex direttore
della Banca commerciale,
ma mentre il secondo si è
presentato di sua spontanea
volontà in tribunale
per farsi interrogare e avrebbe
risposto alle domande
del magistrato Simon
Luca Morsiani mostrandosi
collaborativo,
per Roberti si è reso necessario
un secondo provvedimento,
chiedendo la
sua audizione per rogatoria.
Sono dunque due i provvedimenti
ordinati da
Morsiani con data 13 settembre.
C’è quello che dispone
l’accesso ovunque
per acquisire documentazione
utile in riferimento
alle posizioni finanziarie
collegate al l i b r e t t o
“Ciao”, zeppo di soldi poi
confluiti nel libretto “Arrivederci”; e c’è quello che
dispone l’invio della rogatoria
per interrogare Roberti
ad oggi indagato per
riciclaggio, relativamente
all’apertura del libretto
Mazzini, ma più nel dettaglio
all’anagrafica del
conto. In soldoni, secondo
gli inquirenti, dominus
del conto sarebbe proprio
l’ex responsabile del riciclaggio
che avrebbe usato
il nome di Mazzini solo come
copertura. In realtà,
interrogato, Canuti ha
specificato di aver sempre
creduto che l’o m on im o
del triumviro risorgimentale
esistesse realmente, e
che fosse un italiano residente
poco oltre il confine.
Dunque, da giorni, il Nucleo
antifrode della polizia
civile sta passando al
setaccio alcune banche
del Titano seguendo le indicazioni
del magistrato. I
libretti al portatore depositati
in Bcs e dai nomi più
disparati, considerati dagli
inquirenti “fi gli” di
quel “Mazzini” da cui attingevano
anche cinque
politici sammarinesi, non
sarebbero infatti mai stati
alimentati con contanti,
ma sempre con versamenti
provenienti da altre
banche e con assegni. Facile,
dunque, dovrebbe essere
riuscire a risalire ai
“benefattori ”. Ma l’inchiesta
è grande e i vortici
di denaro sono tanti e si
intrecciano tra di loro.
Per il momento si indaga
dunque solo per riciclaggio
e nessun politico è iscritto
nel registro degli
indagati, ma l’impressione
è che – visto che il magistrato
non ha ancora decretato
la chiusura dell’istruttoria
– si cerchi altro.
Di certo, l’origine dei soldi.
Se di riciclaggio si tratta,
è necessario ricercare
il reato presupposto a
monte del giro di denaro
che si ritiene sia stato “ripulito”. La via ipotizzata
potrebbe essere quella
della corruzione, ma su
questo la magistratura sta
ancora lavorando.

 

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