Presentazione del libro di don Giussani ‘All’origine della pretesa cristiana’

Comunicato stampa
Presentazione del libro di don Giussani All’origine della pretesa cristiana con don Ambrogio Pisoni – Aula Magna – Scuole Medie di Serravalle – giovedì 1 marzo 2012, ore 21,15.
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Comunione e Liberazione promuove per giovedì 1 marzo 2012, alle ore 21.15, presso l’Aula Magna delle Scuole Medie di Serravalle, la presentazione del libro di Luigi Giussani (1922−2005), All’origine della pretesa cristiana, in occasione della nuova edizione Rizzoli.
Tradotto in 19 lingue, il volume è uscito per la prima volta nel 1999. L’attuale edizione è disponibile anche in formato ebook.
All’origine della pretesa cristiana rappresenta il secondo dei tre volumi del “PerCorso”, che comprende Il senso religioso (che è stato il testo della Scuola di comunità nel 2011) e Perché la Chiesa. L’intento di don Giussani è quello di mostrare la pertinenza della fede alle esigenze della vita, in un impegno educativo che ha introdotto all’esperienza cristiana migliaia di persone in tutto il mondo, e il cui carisma continua a incontrare e a coinvolgere tanti attraverso la vita di Comunione e Liberazione.
In questo secondo volume del suo PerCorso, don Giussani mostra il passaggio dal senso religioso all’avvenimento di Gesù Cristo, cioè all’esperienza religiosa cristiana: «In esso ho voluto esprimere la ragione per cui un uomo può credere a Cristo: la profonda corrispondenza umana e ragionevole delle sue esigenze con l’avvenimento dell’uomo Gesù di Nazareth».
Per tutto il 2012 All’origine della pretesa cristiana sarà il testo della «Scuola di comunità», la catechesi settimanale degli aderenti al movimento, giovani e adulti, in tutto il mondo.
Don Julian Carron (successore di don Giussani alla Presidenza della Fraternità di Comunione e Liberazione), nel presentare il volume il 25 gennaio scorso, ha parlato di sfida per l’uomo di oggi e ripetendo le parole di Dostoevskij (I demoni; Taccuini per “I demoni”)  si è chiesto e ha chiesto a tutti: «Un uomo colto, un europeo dei nostri giorni, può credere, credere proprio, alla divinità del figlio di Dio, Gesù Cristo?» «Questa frase di Dostoevskij – ha proseguito Carron – sintetizza la sfida davanti alla quale si trova la fede in Gesù Cristo oggi. Questa sfida non è generica, (…) ha come destinatario un tipo concreto di uomo: un individuo culturalmente formato, uno che non rinuncia a esercitare la sua ragione in tutto il suo potere, in tutta la sua esigenza di libertà, in tutta la sua capacità affettiva. Ossia, un uomo che non rinuncia a nulla della sua umanità. Un uomo che ha alle spalle una storia culturale, una impegnativa eredità, che è influenzato da un razionalismo pervasivo, da una spontanea fiducia nel metodo scientifico e da un sospetto verso tutto ciò che non si sottopone a una ragione come misura. Per un tipo umano con queste caratteristiche, è possibile credere oggi in ciò che Cristo ha detto di se stesso? In altre parole, la fede ha qualche possibilità di attecchire, vale a dire di affascinare, di attrarre, di convincere gli uomini del nostro tempo? »
Comunione e Liberazione
San Marino, 28 febbraio 2012

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