‘Riconquistare la gente con il buon senso’ propongono i Popolari

Le persone normali affrontano i problemi di ogni giorno con i fatti, non con le intenzioni. Si dice e si fa. Non come succede in politica, dove il metodo è solo quello dell’enunciazione e non della concretezza. Sono dieci anni che sentiamo dire le stesse cose: il bene del Paese, il rilancio dell’economia, le prospettive del futuro.
Dieci governi in otto anni hanno fatto il bene del Paese? Non se n’è vista neppure l’ombra. Anzi, il Paese è proprio quello che ci ha rimesso più di tutti: l’economia è al palo, soffocata dai continui rinvii di tutti i progetti; le riforme azzerate dall’incapacità di produrre progetti condivisi; turismo e commercio in caduta libera; servizi e infrastrutture in un ritardo pauroso rispetto al progresso raggiunto negli altri Paesi. Senza contare il livello della nostra immagine, che davvero ha toccato il fondo della negatività.
Non c’è molto da stare allegri, anche perché tutto questo porterà conseguenze, è un’eredità comunque pesante e non possiamo illuderci di cancellare il passato prossimo con un semplice colpo di spugna.
Ma non serve a nulla essere fatalisti, da qualche parte bisogna cominciare.
Per noi è importante ricominciare sulla strada del buon senso e del rispetto della legalità.
Non è un approccio minimale alla risoluzione dei problemi se andiamo a vedere come la politica ha agito fino ad oggi, perché non c’è una cosa, una sola, che sia stata fatta con un minimo di razionalità e ragionevolezza. Dalla rotonda dell’ospedale alla legge sul giusto processo.
Se si fosse agito semplicemente usando il buon senso si avrebbe un Paese migliore e non si avrebbe tanto scontento da parte della gente. Che, giustamente, è disillusa, delusa, sfiduciata e sempre più insofferente verso la politica.
Occorre recuperare il rapporto con la gente non tanto e non solo a parole, ma con i fatti. Cioè con la prova provata che la politica è capace di fare qualcosa di buono e di agire come le persone normali fanno nella vita quotidiana, cioè lavorando seriamente e pensando alla famiglia, ai figli, alla propria casa, agli anziani, guardando bene ai propri conti, senza fare il passo più lungo della gamba.
San Marino deve tornare a fare tutto questo: provvedere ai suoi cittadini in termini previdenziali (la riforma delle pensioni è stato uno dei più grosso strafalcioni della politica) ; di vivibilità, per recuperare, per quanto si può, un ambiente sempre più compromesso dalla speculazione edilizia (cosa ne facciamo di oltre 10 mila appartamenti sfitti?); di sicurezza del futuro, con progetti di ordine economico, bancario e finanziario in grado di tutelare sicurezza, identità e sviluppo; in termini di ordine pubblico, perché ognuno possa sentirsi tranquillo almeno in casa sua; e soprattutto in termini di rispetto delle leggi e della legalità, perché non abbiano più ad accadere quegli scandali che negli anni passati ci hanno fatto vergognare, dal voto estero alla casa da gioco.
Questo è il tipo di buon senso che la politica deve saper recuperare.

Popolari Sammarinesi

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