Rimini, il sindaco Alberto Ravaioli detta le regole ai nomadi di via Islanda

Prima la protesta dei nomadi in piazza Tre Martiri, al grido ‘Siamo italiani dal 1400″, con la richiesta delle microaree. Poi il blitz delle forze dell’ordine sull’argine del fiume di Via Islanda dove i nomadi sono insediati da due decenni, e dove si trovano illegalmente anche dei rumeni a cui, forse, il terreno è stato subaffittato dagli stessi Sinti. Stefano Vitali, assessore alle politiche sociali del Comune di Rimini chiede il rispetto delle regole, prima di negoziare un futuro qualsiasi. Oggi dopo la nuova protesta di stamane dei Sinti in Piazza Cavour (“vogliamo le microaree; chiudiamo via Islanda”) tocca ad Alberto Ravaioli, sindaco di Rimini, intervenire sul tema del campo “non autorizzato” di via Islanda sul quale “si sta facendo troppa propaganda disinformata.”
Il sindaco ricorda come lo spazio fosse destinato solo ai Sinti e come fosse una soluzione temporanea diventata cronica, “difficilmente gestibile nell’ultimo biennio allorché si sono avute decine di nuovi ingressi di persone di origine rumena fuori da ogni controllo e di fatto ‘tollerate’ dagli abitanti del campo”.

Il Comune di Rimini – afferma Ravaioli – non ha alcuna preclusione al dialogo “ma a condizioni chiare”, proprio come sostenuto da Vitali alcune settimane fa. Eccole:
– La prima è che quello spazio possa ‘ingrossarsi’ disordinatamente di presenze che non hanno nulla a che fare con la popolazione italiana lì stanziata da anni. E’ una questione della quale si deve fare garante la stessa comunità.
– La seconda è che i percorsi per l’integrazione non possono seguire corsie privilegiate, altrimenti diventano essi stessi motivi di discriminazione per altre categorie. Quindi per l’accesso alla casa o per il fondo affitti, questi cittadini possono e devono fare domanda nelle graduatorie specifiche, così come accade per ogni altro cittadino.


E la nuova destinazione? Il sindaco Ravaioli accenna alla fine della sua nota che “Per quanto riguarda la questione delle aree dedicate, considero la strada più efficace che la questione sia posta all’interno della pianificazione urbanistica in essere del Piano Strutturale Comunale, avendo come indicazione precisa l’individuazione di uno spazio esclusivamente per la sosta di periodi temporali circoscritti.’

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