Risposta a interpellanza sull’utilizzo da parte di Bcsm di personale esterno

OMUNICATO STAMPA
    La risposta alla mia interpellanza presentata il 25 luglio scorso, sull’anomalo utilizzo di professionisti italiani da parte di Banca Centrale per lo svolgimento di attività ispettive in un istituto di credito sammarinese, è del tutto insoddisfacente in quanto ritengo che il colossale apparato della BCSM sia oltremodo sufficiente per svolgere l’attività statutaria che non può essere paragonata a quella degli Stati del G20 come invece fa il Segretario di Stato per le Finanze. Le altissime retribuzioni dei funzionari fanno presupporre una altissima professionalità per cui non ha senso il ricorso a professionisti esterni, anche per ineludibili ragioni di riservatezza. Le garanzie scritte nel contratto, che costa 40 mila euro, non reggono.
Non si può negare l’evidenza degli interventi punitivi da parte di Banca Centrale e dell’Agenzia di Informazione Finanziaria che praticano trattamenti discriminatori sui soggetti vigilati e mostrano particolari accanimenti su alcuni intermediari finanziari e benevole comprensioni su altri, facendo sorgere cattivi pensieri. Emerge con chiarezza la volontà di intervenire per il ridimensionamento o l’eliminazione di alcuni gruppi ben mirati. Tutto ciò mentre è necessario salvaguardare e consolidare il sistema già indebolito dalla supina accettazione dello scudo fiscale italiano. In definitiva, l’Autorità, invece di guidare il sistema finanziario verso precisi obiettivi, assistendo gli intermediari vigilati e pretendendo legalità e trasparenza, procede in una direzione molto pericolosa che rischia seriamente di fare implodere l’intero sistema. Probabilmente esagera per coprire le sue passate manchevolezze.
Da diverso tempo si continua a parlare di incontri per un accordo con Banca d’Italia che è pronto e siglato da qualche anno e giace in un cassetto. Ma, a parte le chiacchiere e gli scoop giornalistici, non si è giunti ancora a qualcosa di positivo. Le trasferte romane sono gite o sono invece propedeutiche alla svolgimento di incontri per cambiare le intese già raggiunte? Nel frattempo il sistema finanziario continua il suo declino con conseguenze che saranno molto pesanti per l’economia e per l’occupazione.
E’ stupefacente che ancora non sia stato presentato un Progetto Finanziario per la discussione e l’approvazione del Consiglio Grande e Generale, dopo che nel novembre del 2010 la proposta del governo venne clamorosamente bocciata. E’ una mancanza gravissima in quanto il Paese e gli operatori interni ed esterni devono conoscere le scelte politiche del governo e le linee di indirizzo generali. Gli investimenti al buio non li fa nessuno, tanto meno in uno Stato così poco attraente come attualmente è il nostro.
Rimangono solo i pastrocchi interni che daranno certamente risultati negativi per gli investitori, per l’economia, per l’occupazione e per il sistema nel suo complesso che invece di essere spinto verso la internazionalizzazione viene localizzato.
Devo dire che la risposta che ho ricevuto ha incrementato notevolmente la mia preoccupazione per il futuro del Paese.
 
Simone Celli (Consigliere PSRS)

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