Risposta al Psd sulla ‘dominanza’ nel sistema bancario di San Marino

Abbiamo appreso da alcuni dirigenti del Psd (segretario, presidente e capogruppo: mancava il consigliere Belluzzi e poi gli stolfiani erano al completo) che essi sono venuti “casualmente” in possesso di un elenco di persone – redatto da un anonimo – che delineerebbe la mappa del potere di Alleanza Popolare nel settore bancario. Non può che far sorridere l’immagine di questi dirigenti che, riuniti in una stanza con porta chiusa e luce soffusa, scrivono un documento “anonimo” e poi lo presentano – esprimendo sorpresa e preoccupazione – ai giornalisti radunati in una stanza contigua. Fa meno sorridere, invece, l’immagine di esponenti di primo piano del Psd che agiscono su commissione, consegnando alla stampa un elenco di proscrizione messo a punto da chi ufficialmente è un avversario politico (e contro il quale ogni tanto qualche papavero dell’opposizione minaccia la querela) ma che, in realtà, è affidabile alleato per l’opera di restaurazione che alcuni notabili – di destra e di sinistra – stanno tentando di realizzare.
Non possiamo non rilevare il modo meschino e subdolo di far apparire Ap un partito come gli altri o – quanto meno – come i dirigenti del Psd. Sarebbe facile, in questa logica perversa, rispondere con i numeri e l’ironia: “tutto qui?”. Mescolando infatti lavoratori dipendenti, membri di CdA, consulenti legali (che agiscono in ambito di libera professione) e imprenditori, i dirigenti del Psd fanno solamente dieci nomi. Considerando che nel sistema bancario-finanziario orbitano un migliaio di persone, dobbiamo ritenere che i rimanenti 990 appartengono agli altri partiti, Psd compreso. Dieci persone rappresentano l’uno per cento del totale: un po’ poco per parlare di “mappa del potere”. Caso mai sarebbe l’esempio di una sottorappresentazione, visto che Ap ha il 12% dei voti. Invitiamo i tre fenomeni a continuare la ricerca: i simpatizzanti di Ap in questo settore sono sicuramente di più.
Al di là dell’ironia riteniamo che questa operazione di killeraggio politico sia assimilabile alle modalità della denuncia berlusconiana (con la differenza che il presidente è molto più abile: manda avanti i suoi giornali invece di agire in prima persona). Insomma: tutti colpevoli, nessun colpevole; chi di moralizzazione ferisce, di moralizzazione perisce, ecc. Il tentativo – per altro non nuovo del Psd – è quello di dimostrare che nessuno è esente dai fenomeni della lottizzazione e della distorsione clientelare.
Ci dispiace ma Ap non è e non fa così. Ap si sente in diritto, oltre che in dovere, di continuare ad essere vigile e moralizzatore, di apprezzare il merito quando c’è e lo si vede e di non scegliere le persone per appartenenza o per raccomandazione ma per qualità. E non può essere una colpa avere al proprio interno persone capaci e preparate. Il resto sono pensieri e opinioni che lasciamo volentieri al Psd quale profondo conoscitore e cattivo utilizzatore di quel sistema che rovinato il Paese.
Le persone elencate e sottoposte a pubblico ludibrio, sono competenti, preparate, mai coinvolte in affari poco puliti e nemmeno nelle scelleratezze che hanno condotto il Paese nelle attuali difficoltà. Precisiamo che per alcune di esse l’appartenenza ad Ap è decisamente forzata. E aggiungiamo “purtroppo”, perché saremmo onorati di godere della stima di tutti i professionisti che “l’anonimo” ha messo nell’elenco.
Possiamo capire l’imbarazzo di alcuni partiti che nel corso degli anni sono stati accostati a persone spesso incapaci o poco competenti o, fatto ancora più grave, sono stati rappresentati direttamente da politici che non hanno certo brillato nell’impegno a favore dei cittadini, della collettività, del sistema-Paese. Il fatto che ad Alleanza Popolare non possa essere addebitato nulla di tutto questo, non rappresenta di sicuro una sua responsabilità.

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