Rossi (Su) e Morganti (Psd) sul rifiuto del governo nazionale

Al Segretario Politico della Democrazia Cristiana,
Al Coordinatore di Alleanza Popolare,

Cari Pasquale e Mario,
il profondo rispetto che nutriamo per le vostre posizioni politiche, non sempre condivise, ma certo rivolte all’interesse del Paese, ci impedisce di comprendere le vostre ultime scelte. Vorremmo pertanto confrontarci senza polemiche e senza strumentalizzazioni. Ci preme sottolineare come l’atteggiamento di difesa che avete assunto appaia simile ad una linea Maginot del Governo che –come la storia insegna- è inutile quando la forza del nemico è superiore. Chi scrive ha voluto con determinazione iniziare a San Marino la democrazia dell’alternanza, ha realizzato una legge che ad oggi è l’ultimo baluardo contro una instabilità politica che nei fatti è ancora forte. Senza la nostra visione di una politica diversa il “Patto per San Marino” oggi non esisterebbe. Noi vogliamo completare il sistema sammarinese della democrazia dell’alternanza, perfezionandola e facendola crescere anche in momenti difficili come questo. Affinché tale processo maturi gli schieramenti non devono commettere l’errore di chiudersi in se stessi, scaricando le responsabilità l’uno sull’altro, ma devono confrontarsi apertamente senza temere il confronto. Gli schieramenti devono maturare in termini di qualità.Un passaggio importante è il rinnovamento della classe dirigente, cosa che il Patto, ma non solo, non ha attuato nonostante le promesse elettorali. Questo errore, questo mancato rinnovamento rischia di lasciare in mani pericolose la svolta che il Paese sta compiendo in tempi brevissimi. Il Paese non si può fidare delle vostre buone intenzioni quando a dirigere il tutto ci sono gli artefici della degenerazione del sistema San Marino. Se vogliamo essere credibili dobbiamo immediatamente prendere le opportune contromisure in tempi brevi oppure il rischio è di essere travolti dai successivi cicloni che si potranno abbattere su San Marino. Gli atteggiamenti di chiusura del Patto, il suo non comunicare ne al Paese, ne tantomeno alle forze politiche di minoranza, sono segnali di una pericolosa involuzione della politica che rischia di essere dannosa in questa fase delicatissima del Paese. Nei Paesi a schema bipolare sui temi strategici, di carattere nazionale, e nelle emergenze le scelte si concordano con l’apporto di tutte le forze. Questo è il disegno che sta alla base della nostra proposta di Unità Nazionale: rinnovamento e condivisione delle scelte, almeno sul fronte delle emergenze che stiamo vivendo in particolare sul fronte della Cassa di Risparmio e del Sistema Bancario in generale. Superata questa fase il Patto potrà tornare a governare senza condividere le scelte di ordinaria amministrazione con l’opposizione, ma oggi di fronte ai ripetuti attacchi al nostro Paese dobbiamo dare un segnale forte ai nostri concittadini che le istituzioni e la politica sono al loro fianco. Il nostro Paese deve da una parte condividere l’adesione agli standard internazionali e dall’altra ribadire la propria sovranità. Il Patto per San Marino non può reggere da solo l’urto delle pressioni che stiamo subendo. Il rischio è quello che una classe di potere si sotituisca a quella esistente mantenendo però le stesse caratteristiche di pericolosità. Il rischio è quello che i personaggi ingombranti della nostra politica non siano in grado di guidare questo cambiamento declinandolo in termini positivi. La nostra idea di Unità Nazionale è quella di unire le forze positive del Paese, quelle che in questi lunghi anni bui hanno resistito alla mercificazione, si sono opposte alla dequalificazione del territorio, hanno combattuto, con scarsi risultati a dir il vero, per la trasparenza, contro tutto ciò che ha stravolto il nostro sistema dei valori. La proposta di collaborazione che vi offriamo rappresenta per San Marino un’opportunità. Sta alla vostra intelligenza considerarla e coglierla.
(Alessandro Rossi – Giuseppe Morganti, Riforme e Libertà)

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