Salviamo il paese

Salviamo il Paese, ma cambiamo il sistema

E’ una ben amara constatazione affermare: l’avevamo detto! Quando gridavamo che il sistema era marcio e che era stata la politica dissoluta e sregolata degli ultimi anni, eravamo solo degli urlatori. Erano solo facili strumentalizzazioni di un partitino di opposizione.
Ora che i nodi stanno venendo progressivamente al pettine, purtroppo, ci rendiamo conto che era tutto vero. Anzi di più.
Gli allarmi sulle infiltrazioni mafiose e gli interessi della delinquenza organizzata all’interno dei confini. Le denunce fatte in Consiglio sulle residenze fasulle, sugli abusivi, sul lavoro nero. E quelle ancor più veementi sui giochi. Ora che si alza il coperchio, si faccia avanti chi è ancora convinto che non avevamo ragione a fare le battaglie che abbiamo fatto.
Le operazioni ad alto rischio della Banca del Titano coperte con i soldi della comunità (500 euro procapite per ogni sammarinese). Gli assalti della Finanza alle industrie più importanti di San Marino. La vicenda Asset Banca scivolata via dalle preoccupazioni istituzionali come se fosse stata acqua fresca. La Repubblica del male imperava sui giornali. Telekom Serbia, Finbrooker, la banda della Magliana, i soldi neri del Sisde, il marmo nero. Si fa prima a dire cosa non sia passato di sporco a San Marino in questi anni. Tutto nella più totale imperturbabilità delle istituzioni. Perfino lo scandalo del voto estero, il 6 giugno 2006, perso nelle nebbie dell’indifferenza politica. E una vicenda gravissima come quella di Scaramella, trasformata in una zarzuela, l’operetta spagnola tutta frizzi e lazzi.
Il mito della piazza finanziaria crollato a colpi di scandali.
Non c’è responsabilità politica in tutto questo?
Ma la domanda è un’altra: quante macerie dovremo ancora spalare via prima di poter risollevare dignitosamente la testa?
Il non aver capito l’importanza e il non aver colto l’opportunità dell’ingresso nella white list quando eravamo nelle condizioni di farlo agevolmente, è stata una superficialità che abbiamo pagato e continueremo ancora a pagare a carissimo prezzo.
E’ consolante apprendere che le opposizioni di oggi siano preoccupate per il Paese. Quelle stesse forze politiche, fino a ieri non lo sono state affatto. Abbiamo un Paese più distrutto dell’Abruzzo dopo il terremoto. C’è solo una strada per questa faticosa ricostruzione: quella della trasparenza, del rigore e della serietà, fissata nel programma del Patto. L’avvio di un percorso virtuoso di un sistema che è finito. Solo così si può salvare il nostro Paese.
Vicenda Carisp. E’ difficile credere che non ci sia malafede in fatti condotti sotto l’occhio delle telecamere più ciniche e morbose della tivù nazionale, con motivazioni che tutt’oggi si fermano a ipotesi, probabilità, supposizioni. E se è giusto che comunque la magistratura faccia il suo corso, altrettanto lo è esprimere la più totale e umana solidarietà alle persone che ne sono coinvolte.
Per il resto, la Cassa di Risparmio rimane un’istituzione economica solida, storicamente legata al nome di San Marino e all’affetto dei sammarinesi. Crediamo abbia altrettanto solide spalle per superare anche questa tempesta.
L’Unione dei Moderati rimarrà sempre vigile e attiva affinché quello che è stato sempre detto e che è stato scritto nel programma votato dai cittadini, corrisponda esattamente alla realtà.

San Marino 6 maggio 2009

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