San Marino. Anselmino, Eder Spati, Melandri in appello

Mattinata di processi penali d’appello

Antonio Fabbri

Incidente mortale al RallyLegend 2016, spaccio di droga e riciclaggio del “Re del Vino” davanti al giudice Brunelli

Nella mattinata di ieri è stata discussa una serie di casi in Appello davanti al giudice David Brunelli. Tra questi, quello del tragico incidente al Rally Legend 2016, nel quale perse la vita uno spettatore torinese, Enrico Anselminoe rimasero ferite sei persone, tra cui la moglie e il figlio disabile della vittima. Il pilota dell’auto da rally, Enrico Bonaso, venne prosciolto in fase istruttoria perché l’auto uscì di strada nella via di fuga. Vennero ritenuti, invece, responsabili i commissari di gara che avevano consentito al pubblico di sostare nel luogo sbagliato, per un errore di piazzamento delle cosiddette “bandelle”, le strisce che indicano agli spettatori dove è consentito posizionarsi. In primo grado erano stati condannati a un anno, con pena sospesa, Humbert Benedettini e Aldo Malchiodi e a nove mesi per Floriano Broccoli e Davide Bernardini. Questi ultimi hanno presentato appello tramite l’avvocato Luca Della Balda.

Ieri in appello le parti civili e la Procura fiscale hanno chiesto la conferma della sentenza di primo grado. Il Difensore degli appellanti, Luca della Balda, ha invece sottolineato come i suoi assistiti vogliano essere giudicati per ciò che hanno fatto e non per quello che non hanno fatto. “La loro colpa è semmai lievissima – ha detto – e non è sufficiente ad integrare la contestazione di omicidio colposo. Riteniamo che Broccoli e Bernardini debbano andare assolti, quanto meno con formula dubitativa”. Il giudice si è riservato la decisione.

Tra i casi discussi ieri anche quello di detenzione e spaccio di droga che ha visto ricorrere in appello Eder Spati, di origini albanesi residente sul Titano, e altre tre persone con lui coimputate. In prima istanza a carico di Spati, trovato con in casa 116 grammi di cocaina a scopo di spaccio, era stata comminata la condanna più pesante a 3 anni e mezzo, 2 anni e 2 mesi per la compagna e 7 mesi e 3 mesi per gli altri due imputati, accusati di essere “clienti” della coppia. Ieri, mentre la il procuratore del Fisco Roberto Cesarini ha chiesto la conferma delle condanne di prima istanza. Gli avvocati Rossano Fabbri e Alessandro Cardelli, hanno chiesto per i loro assistiti di considerare le confessioni spontaneamente e utilmente rese “non adeguatamente prese in considerazione in primo grado”, hanno detto. L’avvocato Pier Luigi Bacciocchi, per il terzo imputato, ha chiesto invece l’assoluzione, sostenendo che le accuse nei suoi confronti “non sono provate”. Il Giudice Brunelli si è riservato di decidere nel termine previsto di 90 giorni.

Terzo caso significativo dell’appello di ieri, quello che ha visto in primo grado condannato per riciclaggio, il cosiddetto “Re del vino”, Vincenzo Secondo Melandri. Condannato in primo grado a 4 anni e mezzo e alla confisca di una polizza da diversi milioni già sotto sequestro. Riciclaggio emerso, tra l’altro, nell’ambito di una operazione dell’antimafia italiana denominata “Baccus”. Mentre il Procu- ratore del Fisco ha chiesto di confermare la decisione di primo grado, gli avvocati Maria Selva e Antonio Vincenzi del foro di Ravenna, hanno contestato l’occultamento come parametro che rende il reato di riciclaggio “permanente”. Per questo hanno chiesto che la condotta venga termporalmente circoscritta e, pertanto, non sia possibile contstare l’autoriciclaggio, fattispecie introdotta negli anni successivi ai fatti di causa. Anche in tale caso il giudice Brunelli si è riservato di decidere.

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