San Marino. Antonio Fabbri: “Il Plenario come il Cda di Carisp influenza procedimenti in corso”

“Il Plenario come il Cda di Carisp influenza procedimenti in corso”

Con voti e atti prettamente politici si aggiustano di riflesso processi aperti invocando un discutibile ritorno alla legalità, che di fatto attenua posizioni e cancella persino fatti incresciosi

Antonio Fabbri

La decisione del Consiglio Giudiziario Plenario dimezzato e a maggioranza politica, suona come quella del Cda di Cassa di Risparmio. In entrambi i casi, infatti, c’è l’influenza diretta su procedimenti giudiziari in corso. Anche la Decisione del Consiglio giudiziario plenario di venerdì, infatti avrà, mutatis mutandis, lo stesso effetto della decisione del Cda di Cassa sul ritiro della querela al Segretario Roberto Ciavatta e al consigliere di Rete Emanuele Santi.

Da un lato c’è un Consiglio di amministrazione rimaneggiato dalla maggioranza politica, dall’altro c’è un Consiglio giudiziario plenario, pure quello rimaneggiato dalla maggioranza politica e opportunamente assoggettato attraverso norme funzionali e pareri ad hoc, tra l’altro richiesti da altri organi. Come si ricorderà, il neonominato Cda di Cassa di Risparmio, con Amministratore delegato Gianfranco Antonio Vento in quota Rete, ha deciso di ritirare la querela fatta dal precedente Consiglio di amministrazione nei confronti dei retini che erano sotto processo per il famigerato blitz, nel quale avevano, a vario titolo, insultato e minacciato i vertici della banca.

Il ritiro della querela farà decadere l’imputazione di diffamazione semplice e aggravata, alleggerendo non di poco la posizione dei due imputati, sempre che di qui alla fine non salti fuori qualche altro intoppo per rendere definitivo il colpo di spugna su comportamenti e parole tipo «Siete dei coglioni e avete rotto il cazzo», solo per rammentare alcuni dei “complimenti” cui si unì l’evocazione del manganello via facebook. Difensore dei due imputati, tra gli altri, il consigliere di maggioranza Maria Luisa Berti.

E sempre ad incidere su procedimenti che ha in patrocinio lo studio Berti, questa volta con l’avvocato Gian Nicola, è la decisione del Consiglio giudiziario plenario. Infatti, l’avvocato Berti è difensore di Valeria Pierfelici e, di certo, questa decisione, dopo l’incidenza diretta che ha sul procedimento amministrativo in piedi, che viene praticamente a decadere visto l’atto compiuto in “autotutela”, non mancherà di interessare, più o meno marginalmente, anche le vicende penali che la riguardano, dalla denuncia dell’ex giudice Guido Guidi, a quella del Direttore di Rtv Carlo Romeo a tutela dei giornalisti dell’emittente, oltre alle altre vicende giudiziarie scaturite dai fatti e dalle dichiarazioni della stessa Pierfelici nella Commissione affari di giustizia del 2017.

Non è escluso che da domani qualunque cittadino che abbia, ad esempio, un mutuo in sospeso con qualche banca, si senta giustificato ad andare bellamente a insultarne il Cda. Oppure, se chiamato a rispondere in tribunale, potrebbe decidere di non presentarsi e sbattere magari la porta in faccia agli ufficiali giudiziari. Potrebbe sentirsi legittimato a farlo. Perché, infatti, dovrebbe avere meno diritti o meno guarentigie politiche e un trattamento diverso da Ciavatta, Santi e Pierfelici?

Processi e imputazioni cambiano il loro corso in forza di votazioni, decisioni, azioni e nomine politiche. L’influenza della decisione del Plenario su numerosi procedimenti aperti, per quanto possa fregare ad una maggioranza che procede sulla via dell’autoritarismo e per quanto possano percepire cittadini disorientati, evidenzia anche come, chi sosteneva in Consiglio che l’azione della legge retroattiva non avrebbe influito su procedimenti in corso, diceva, consapevolmente o meno, una solenne menzogna.

 

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