San Marino. Bando per ufficio Stato civile, la difesa della Dgfp: “Iter conforme alla legge”

“L’iter seguito è, quindi, assolutamente garantista e conforme a legge. Non rappresenta nulla di straordinario ma è conseguente all’applicazione di norme codificate”.

Così la Direzione Generale della Funzione Pubblica, l’ufficio al vertice della Pubblica amministrazione a San Marino, commenta la notizia della sospensione del bando per il reclutamento del nuovo Dirigente dell’UO Stato Civile a causa dell’istanza di una partecipante.

In una nota diffusa sul proprio profilo Facebook, la Dgpf conferma la presentazione da parte di un candidato di un’istanza di ricusazione di membri della Commissione di Valutazione, spiegando che si tratta di una istanza “presentabile per legge da ogni partecipante a qualsiasi procedimento concorsuale e selettivo”. Così l’Amministrazione, “allo scopo di evitare qualsiasi contestazione, anche in termini di apparente conflitto di interessi, ha ritenuto di procedere alla sostituzione dei Commissari ricusati”.

“In considerazione della tardività dell’istanza – scrive ancora l’ufficio – presentata il giorno prima di quello stabilito per le prove, allorquando i candidati erano stati formalmente resi edotti della composizione della Commissione da oltre 20 giorni – è stato necessario rinviare la data del colloquio selettivo. Nella nota trasmessa ai candidati è stato precisato che già nella giornata di domani sarebbe stata comunicata la nuova data della prova, in ragione dell’esigenza di acquisire le disponibilità dei nuovi Commissari. L’iter seguito è, quindi, assolutamente garantista e conforme a legge. Non rappresenta nulla di straordinario ma è conseguente all’applicazione di norme codificate”.

Infine la Dgfp ricorda che “l’impegno dell’Amministrazione è massimo nel perseguire procedure di reclutamento sempre più trasparenti ed oggettive tramite la pubblicazione dei bandi, la partecipazione delle OO.SS. alle operazioni selettive, la possibilità di ricusare (come nel presente caso) Commissari, la possibilità di accesso di chiunque agli atti amministrativi, la pubblicazione delle graduatorie, il controllo preventivo del Commissario della Legge sulle graduatorie finali, la possibilità di ricorsi amministrativi e giurisdizionali”.

E “auspica che questo sforzo – doveroso ma gravoso – dell’Amministrazione possa essere pienamente compreso dai cittadini”, anche perché, spiega, si tratta di un lavoro che “richiede risorse umane, tempo, impegno e complessità procedimentali sino a qualche anno fa inesistenti poiché i concorsi e le selezioni non venivano neppure indetti”. 

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