San Marino. Bcsm: Capuano si dimette

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Nuovo terremoto in Banca Centrale: si dimette il direttore Capuano

Nella lettera lamenta carenza di certezze giuridiche circa la sua posizione personale e sulla strategia di sistema

Antonio Fabbri

E’ una decisione che segna l’ennesimo terremoto in Banca Centrale: si è dimesso il Direttore Raffaele Capuano. A due mesi dalla sua nomina, seguita al licenziamento di Lorenzo Savorelli, il nuovo direttore che aveva riscosso anche un prudente gradimento pure dalle opposizioni, lascia il suo posto. Alla base della decisione, in particolare, “gravissime violazioni” dei suoi diritti individuali e, nella lettera di dimissioni consegnata al presidente di Bcsm, li esplicita chiaramente. Come esplicita anche ostacoli posti al percorso da intraprendere all’interno della struttura di Banca Centrale. Non è dunque una lettera con parole di circostanza, quella di Capuano, ma che punta dritto ai problemi che ne hanno motivato la remissione del mandato. 

“Le ragioni di questa scelta sono note – scrive Capuano – vale a dire la mancanza di certezze giuridiche sia rispetto alla strategia del sistema bancario della Repubblica di San Marino, sia rispetto alla mia posizione personale presso la Banca”. 

Non intravedo infatti una chiara volontà di affrontare i problemi del sistema nel modo che personalmente ritengo corretto, cioè attraverso un inserimento della situazione locale in un contesto internazionale con i vincoli che ne conseguono”.

Capuano parla di una posizione personale presso la Banca centrale senza certezze giuridiche, ma anche i rapporti interni, facendo riferimento appunto alla posizione personale, non dovevano essere dei più sereni. Ma non finisce qui, tanto che le rimostranze più gravi che il Direttore dimissionario ha messo nero su bianco, sono contenute nella seconda parte della lettera. “Oltre a ciò rilevo che la situazione dell’ordinamento locale è tale per cui la mia posizione personale è afflitta da incertezze economiche e giuridiche, queste ultime particolarmente gravi posto che, con la perquisizione domiciliare dell’appartamento messo a mia disposizione dalla Banca avvenuta in mia assenza e senza la mia autorizzazione, si è verificata una gravissima violazione dei miei diritti individuali”.

A quanto si sa la perquisizione è stata disposta nell’ambito dell’indagine – nata dalla denuncia del Vice Direttore Daniele Bernardi, dei sindaci di Bcsm e di un membro del Direttivo – portata avanti dal Commissario della legge Simon Luca Morsiani sul cosiddetto “caso titoli” e che riguarda, come noto, l’ex direttore di Bcsm Lorenzo Savorelli. Savorelli che, prima di Capuano, occupava l’appartamento messo a disposizione dalla Banca Centrale. Un appartamento che Savorelli ha lasciato oltre due mesi fa, e di recente occupato al nuovo direttore. Di questa abitazione si è proceduto alla perquisizione, mentre Capuano si trovava addirittura a Roma.

Una “violazione gravissima” rileva Capuano, se si considera che in una indagine che riguarda il suo predecessore, è stata violata la sua sfera privata senza che fosse presente. Tutte circostanze, sia quelle della situazione interna a Via del Voltone sia quella della perquisizione, che pongono degli interrogativi alla politica, che dovrà compiere delle profonde riflessioni, in particolare sulle situazioni anomale che Capuano segnala senza troppi giri di parole nella sua lettera di dimissioni e che hanno portato il Direttore di Bcsm a rimettere il mandato.

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