San Marino. Bsm e Ecf festeggiano il centenario con il ritorno all’attivo di bilancio

“Banca di San Marino è la banca dei sammarinesi. Ce lo dicono i dati della raccolta e le attività che facciamo. Ma siamo anche una banca per i sammarinesi, vista l’attenzione per il territorio”. 

Così Francesca Mularoni, presidente dell’istituto di credito, ha sintentizzato alla stampa storia e mission della banca nata a Faetano nel 1920 e che quest’anno vede celebrare i 100 anni di vita.

Una celebrazione che vedrà come nota positiva il ritorno dell’istituto all’attivo di bilancio dopo anni difficili. “Ci apprestiamo a presentare ai soci un punto di inversione sostanziale rispetto al recente passato. – ha detto Mularoni – Tornare ad un risultato positivo è frutto del grande lavoro che ha fatto l’Ente Cassa di Faetano nell’ultimo periodo. Noi ci siamo per accompagnare la banca nel futuro con una dialettica sempre molto viva”.

Soddisfatto anche Giuseppe “Pino” Guidi, presidente dell’Ente: “Il bilancio di quest’anno sembra mostrare la luce in fondo al tunnel. Devo fare i ringraziamenti agli amministratori della banca perché hanno fatto un ottimo lavoro”.

Presenti alla conferenza stampa anche il Segretario di Stato alle Finanze Marco Gatti, che ha sottolineato la “massima disponibilità e supporto” da parte del Governo, e il Segretario di Stato alla Cultura Andrea Belluzzi, che ha fatto i complimenti al Gruppo Bsm perché “ha capito che la connessione tra economia società e cultura è fondamentale per la crescita”. 

La conferenza stampa è stata anche l’occasione per smentire nuovamente le voci di fusioni con altri istituti bancari sammarinesi: “Sono voci a cui non abbiamo dato molto peso. Siamo disposti a collaborare ma questa governance dell’Ente è nata contro la proprosta di fusione con Carisp di allora. Comunque se dovessimo fare una partnership la faremmo con chi sta bene, per superare le criticità esistenti”.

Il Segretario Gatti ha puntualizzato che “a livello politico non ci sono neppure ipotesi di questo tipo” e che “pensare adesso ad accorpamenti è assurdo perché sono banche che si stanno specializzando e crescendo dal 2020. Il covid ha dato il tempo per riorganizzarsi e puntare su progetti industriali con risultati economici positivi”.

Sul futuro del sistema bancario, al centro di un dibattito pubblico il 26 novembre 2021, Pino Guidi ha sottolineato che “abbiamo bisogno di fare squadra. Cosa vogliamo essere domani? Quali obiettivi vogliamo raggiungere? Abbiamo bisogno di rilanciare l’economia interna e di allacciare le collaborazioni con gli organismi Ue. Sull’edilizia non c’è un vero progetto per la rivalutazione dell’immobiliare. È un patrimonio in cui abbiamo messo risorse e risparmi. È un volano importante per l’economia”. Quindi ha anticipato che “si sta lavorando su alcuni edifici importanti con l’autorità di governo”.

Per il Segretario Gatti “le nostre dimensioni sono un punto di debolezza, perché non potremmo mai competere con i grandi player internazionali, ma anche un punto di forza perché possiamo andare ad occupare quelle nicchie che per i grandi gruppo non sono redditizi”.

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