San Marino. Calcioscommesse indagine prosegue, Antonio Fabbri

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Calcioscommesse indagine prosegue

A dare una svolta il blitz del 6 aprile. Sulla partita ‘incriminata’ si registrò il 30% in più sulla media di giocate

Antonio Fabbri

Rischio di inquinamento della prove. Questa in particolare l’esigenza cautelare per la quale Armando Aruci, bomber della Virtus, è finito in carcere.

L’interrogatorio di lunedì in tribunale è durato circa due ore, segno che evidentemente non si è risolto in un mero adempimento formale. Una audizione sulla quale, tuttavia, vige al momento il massimo riserbo e della quale non si conoscono i particolari. Intanto Aruci resta in carcere mentre le indagini proseguono e si cercano riscontri. I legali dell’attaccante della Virtus, Erika Marani e Filippo Cocco, al momento non hanno avanzato istanza di attenuazione della misura cautelare, considerato che il 28enne è residente in Italia. Problema tecnico in caso di concessione dei domiciliari, per risolvere il quale, tuttavia, il legale di Aruci ha avviato gli adempimenti necessari per ottenere un eventuale domicilio temporaneo. 

Di certo a dare una svolta determinante alle indagini è stato il blitz del 6 aprile presso il campodi allenamento della Virtus, nel quale sono stati posti sotto sequestro, cellulari, smartphone, tablet e dispositivi simili. Dopo quel sequestro è poi partita una serie di audizioni con i protagonisti della famigerata partita San Giovanni-Virtus del 15 marzo, ma non solo. Tra quanto finora emerso fa sicuramente riflettere il fatto che proprio prima della partita anche tra chi si apprestava a scendere in campo c’era chi faceva riferimento esplicito a delle scommesse.

Circostanza, questa, già di per sé sola sufficiente per muovere provvedimenti in sede sportiva. Provvedimenti che, a quanto si sa, sarebbero già in predicato. Altro dato già emerso e di rilievo, il fatto che quel giorno le scommesse su quella partita e sulla vittoria della squadra più debole, si concentrarono, oltre che da una ricevitoria del circondario, anche da esercizi di Campania e Sicilia.

Il dato numerico vede poi quella partita avere totalizzato il 30% in più della media delle giocate, con circa il 90% delle puntate concentrate sulla vittoria per uno a zero.

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