San Marino Cepu Open. Il bilancio finale del direttore del torneo Alessandro Costa

San Marino Cepu Open. Il bilancio finale del direttore del torneo Alessandro Costa

SAN MARINO CEPU OPEN
Il bilancio finale del direttore del torneo Alessandro Costa: “Livello tecnico alto e pubblico in linea con le precedenti edizioni, poi +10% nelle persone/notte in albergo. Questa manifestazione è un patrimonio per San Marino ma per poter continuare ad organizzarla bisogna trovare un nuovo sponsor già dal 2013”

Nonostante le difficoltà per una congiuntura economica internazionale che non risparmia nessuno, il ‘San Marino Cepu Open’ anche quest’anno si è chiuso con gli indici in positivo. Dunque nel tracciare il consuntivo del torneo appena andato in archivio (ha iscritto il suo nome nell’albo d’oro lo slovacco Martin Klizan, che grazie a quest’affermazione entra per la prima volta in carriera nei top 50 del mondo, precisamente al n.48 del ranking Atp) può sorridere il direttore del torneo, Alessandro Costa, a cominciare dall’aspetto tecnico.
“Lo standard qualitativo del torneo si è mantenuto elevato – sottolinea Costa, che ha guidato in prima persona la macchina organizzativa visto l’impegno come capo missione alle Olimpiadi di Londra di Christian Forcellini, presidente della Federazione Sammarinese Tennis – nonostante un calendario del circuito compresso e fitto di appuntamenti anche per via del torneo olimpico. I tennisti italiani, a cominciare da Filippo Volandri, Simone Bolelli e Potito Starace hanno partecipato al torneo anche se quest’anno non potevamo concedere ‘garanzie’, dimostrando quindi attaccamento al ‘San Marino Cepu Open’. E lo stesso può dirsi per Martin Klizan e Blaz Kavcic, arrivati sul Titano direttamente dalle Olimpiadi. Poi lo slovacco ha rispettato sino in fondo il ruolo di favorito, cogliendo il titolo dodici mesi dopo la finale in cui si era dovuto ritirare contro Starace, successo importante in termini di classifica per la carriera di Klizan, entrato ora nei top 50. Volandri e Bolelli sono stati protagonisti, giungendo uno in semifinale e l’altro sino in finale, come pure lo spagnolo Montanes, ex vincitore qui e giocatore di gran valore sulla terra, a conferma dello spessore tecnico di questo torneo. Il buon cammino dei tennisti italiani, come già in passato, ha contribuito ad accrescere l’interesse intorno al torneo, rappresentando indubbiamente una cassa di risonanza maggiore rispetto agli stranieri. E i dati di presenze di pubblico sono praticamente in linea con quelli del 2011. C’è stato qualcosa in meno nei primi giorni, ma poi gli spettatori sono cresciuti sensibilmente e il risultato complessivo è sul solco delle edizioni precedenti, anche perché la politica degli organizzatori è quella di incentivare il più possibile la partecipazione, con fini promozionali, distribuendo tanti ingressi omaggio a San Marino e anche nel circondario. E una volta di più si è rivelata vincente la scelta di collocare gli incontri nel tardo pomeriggio e il clou nella sessione serale, così da attrarre gente anche dalla riviera, grazie anche alle buone condizioni del tempo”.
Insomma il “Cepu Open” si è confermato uno strumento per portare interesse e attenzione mediatica verso l’antica Repubblica, ma anche e soprattutto l’esempio ideale di come funzioni il binomio sport-turismo.
“Il riscontro è sempre molto positivo e questo è significativo – sottolinea Alessandro Costa – perché agli organizzatori interessa prima di tutto far vedere e far apprezzare quella che è una manifestazione tutta sammarinese, che si svolge in Repubblica e ottiene una grande copertura da parte dei media e della televisione. Alla fine abbiamo avuto tre giorni di diretta integrale dei match su Supertennis e San Marino Rtv dal Centrale di Montecchio, con circa 12 ore complessive di collegamento, che aumenteranno con le repliche in programma nei prossimi giorni. Tutta Italia vede il Paese, il monte e il centro storico, aspetto non di poco conto in una fase difficile come questa. Senza dimenticare poi il sito web ufficiale, con tantissimi accessi. Inoltre ci tengo ad evidenziare un dato oggettivo, fornitomi dal Consorzio San Marino 2000 che collabora con noi per il settore ‘accomodation’: le notti complessive nelle varie strutture alberghiere coinvolte sono state 1037, con un incremento di oltre il 10% rispetto allo scorso anno, quando si erano attestate intorno alle 900. In altre parole questa è una manifestazione che fa muovere anche l’economia del Paese”.
Anche sul piano personale Alessandro Costa giudica positivamente questa sua esperienza da direttore del torneo, coincisa proprio con il venticinquennale degli Internazionali di tennis. “Sì, mi ritengo molto soddisfatto e lo considero un punto di arrivo – sottolinea – di 22 edizioni fatte accanto a Christian Forcellini e agli altri dirigenti della Federtennis, partendo nel mio caso dall’ufficio giocatori. Sono romano, ma particolarmente attaccato a San Marino e la considero ormai la mia seconda casa. Per questo mi sento di ringraziare tutti coloro che hanno contribuito alla riuscita della manifestazione e mi auguro che, dopo aver festeggiato un traguardo prestigioso come le nozze d’argento con il grande tennis, ci possa essere un avvenire altrettanto ricco di soddisfazioni per questo evento”.
Già, perché sul futuro degli Internazionali gravano non pochi punti interrogativi.
“I problemi iniziano da oggi, nel senso che la Cepu ha ufficializzato la decisione di lasciare e quindi bisogna trovare un main sponsor che ne prenda il posto se si vuole continuare ad organizzare ancora il torneo. Questa è un’equazione molto lineare, visto che in termini di budget il buco che si viene a creare è rilevante. Anzi, già per il 2012 si era paventata tale possibilità, poi scongiurata grazie all’opera di convincimento della Federazione Sammarinese Tennis. E questo significa che non era per nulla scontato il successo della manifestazione, che ha poi ancora una volta ottenuto giudizi eccellenti nel report finale del supervisor Atp Carmelo Di Dio, tanto da non aver nulla da invidiare a un torneo di fascia superiore come un Atp 250. Sono convinto che questo evento sia un patrimonio per San Marino, non solo in senso sportivo, e dunque che sia necessario uno sforzo da parte di tutti – conclude Costa – per trovare le risorse necessarie a garantirne la sopravvivenza anche nei prossimi anni”.
L’ufficio stampa San Marino Cepu Open

Condividi


Per rimanere aggiornato su tutte le novità iscriviti alla newsletter

Quando invii il modulo, controlla la tua inbox per confermare l'iscrizione

Privacy Policy