San Marino. Concorso rinviato: “Nessun pastrocchio, abbiamo difeso il rapporto con la cittadinanza”

La Direzione Generale della Funzione Pubblica fornisce alcuni chiarimenti in merito al bando ‘stoppato’ dopo il ricorso presentato da uno dei candidati che ha sollevato dubbi sulla composizione della commissione giudicatrice.  

“Il tema dei concorsi e delle selezioni pubbliche è di assoluto rilievo nel rapporto fra amministrazione e cittadini in ragione dell’affidamento che questi ultimi fanno sul buon andamento della “macchina amministrativa” e, se può essere oggetto di opinioni ed illazioni indeterminate, vaghe e sovente fondate su luoghi comuni nell’ambito dei social media,merita un approccio consapevole ed approfondito – seppur critico – da parte di operatori professionali dell’informazione.

Questa Direzione Generale è, a tal fine, sempre a disposizione, secondo la sua mission istituzionale, per fornire chiarimenti ed informazioni nonché per garantire a chiunque ne faccia richiesta, per avere una più consapevole informazione sulla gestione dell’amministrazione sammarinese, l’accesso ai documenti amministrativi, secondo la normativa in materia.

Venendo alla selezione in oggetto, preme innanzitutto rappresentare come la possibilità di presentare istanza di ricusazione di membri di Commissioni Giudicatrici sia chiaramente prevista e regolata, sin dal 2012, dalla normativa in materia di concorsi e selezioni. L’istanza presentata dalla candidata rappresenta, quindi, l’ordinario esercizio di una facoltà normativa prevista.

Nulla di straordinario ed eccezionale, quindi.

La stessa comunicazione di convocazione dei candidati per le prove – come usualmente avviene in relazione ai procedimenti di reclutamento pubblici – conteneva l’elencazione dei membri della Commissione e l’informazione relativa alla possibilità di presentare eventuale istanza di ricusazione.

Invero, la facoltà di ricusare membri delle Commissioni Giudicatrici può essere esercitata sino a sette giorni prima della data prevista per le prove; ciò in quanto il rapporto fra Amministrazione ed amministrati deve essere improntato alla buona fede e reciproca leale collaborazione.

Se, da una parte, il legislatore, correttamente, ha riconosciuto ai soggetti interessati la possibilità di ricusare membri delle Commissioni Giudicatrici, tali soggetti sono tenuti, dall’altra parte, ad esercitare tale facoltà secondo termini ragionevoli che consentano all’Amministrazione – in caso di accoglimento dell’istanza – di assumere le opportune determinazioni, riorganizzandosi per tempo anche nei confronti dei Commissari ricusati, degli eventuali nuovi Commissari e degli altri candidati.

Così non è stato nel caso in esame.

La candata che ha presentato l’istanza – pur essendo a conoscenza della composizione della Commissione da un mese (dal 18 luglio 2021) – ha sollevato formali rilievi sul Presidente ed il membro della Commissione di Valutazione del suddetto procedimento di reclutamento, solo qualche ora prima dell’orario di chiusura degli uffici il giorno precedente (18 agosto 2021) a quello stabilito per il colloquio e la prova selettiva (19 agosto 2021).

Tale tardività – innegabilmente contraria ai principi di leale collaborazione sopra richiamati – ha, comprensibilmente, comportato l’esigenza di assumere velocemente le conseguenti decisioni e di rendere edotti delle stesse l’istante e gli ulteriori candidati mediante sintetiche comunicazioni via e-mail tramite le quali, giocoforza, si posticipavano le operazioni selettive “a data da destinarsi” poiché è risultato impossibile nel solo pomeriggio del 18 agosto 2021, individuare nuovi Commissari, verificare la loro disponibilità e concordare nuove date in cui sia i nuovi Commissari che quelli non ricusati fossero disponibili per presiedere alle prove.

La comunicazione a mezzo e-mail inviata ai candidati precisava – elemento questo non riportato dalla stampa – che la nuova composizione della Commissione e le nuove date delle prove sarebbero state comunicate già il giorno successivo (19 agosto 2021). Cosa questa puntualmente avvenuta, con la nuova fissazione del colloquio selettivo già nella giornata del 30 agosto p.v.

Occorre, inoltre, rilevare come questa Direzione Generale pur dovendo rigettare, secondo una formale interpretazione della legge, l’istanza in quanto tardiva ed infondata ha valutato – secondo criteri di pura opportunità e non di mera legalità dell’azione amministrativa – di procedere d’ufficio alla sostituzione dei Commissari contestati proprio per favorire, nel massimo grado, sia nei candidati che nella comunità, non solo la piena fiducia nella reale imparzialità dell’Amministrazione bensì, secondo i dettami delle Organizzazioni Internazionali, l’assenza di ogni dubbio o sospetto in termini di percezione della qualità e terzietà delle procedure pubbliche di reclutamento.

Spiace constatare come la scelta di questa Direzione Generale di non limitarsi ad applicare in senso strettamente letterale i dettami normativi – scelta che si sarebbe tradotta nel rigetto dell’istanza e nella prosecuzione del procedimento selettivo secondo i termini fissati, con conseguenti probabili generiche ed indistinte illazioni sulla stampa e sui social media in merito alla regolarità del reclutamento dirigenziale in questione – bensì di seguire lo spirito e l’essenza di un percorso di valorizzazione della fiducia dei cittadini nella loro amministrazione, sia stato presentato come “un pastrocchio”.

Parimenti la decisione dell’Esecutivo – assunta su proposta di questa Direzione Generale a seguito dell’accertata impossibilità di conferimento di incarichi interni all’ufficio – di affidare al competente Direttore del Dipartimento Affari Istituzionali e Giustizia, senza il riconoscimento di alcun ulteriore compenso rispetto alla retribuzione già percepita, la contestuale temporanea direzione di un ufficio afferente al proprio Dipartimento (quale è appunto l’UO Stato Civile, Servizi Demografici ed Elettorali) per garantirne la continuità operativa nelle more della nomina del nuovo dirigente, appare essere manifestazione di ragionevole ed economica attività amministrativa piuttosto che dell’asserita gestione disorganizzata e confusa.

Infine, non appare pletorico richiamare i numeri – estremamente confortanti – dell’attività di reclutamento che impegna, mediante l’emissione e gestione di concorsi e selezioni, questa Direzione Generale dal 2017.

Sono stati gestiti n.104 procedimenti, valutate 1.026 domande di partecipazione, esaminati 906 candidati. I ricorsi presentati sono stati solo n.5 (pari a meno dello 0,5% circa delle domande esaminate) di cui n.3 rigettati, n.1 accolto in primo grado e pendente in grado di appello e n.1 pendente in primo grado”.

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