San Marino. CSdL: “Diritti delle donne: che il 2022 sia l’anno dei fatti”

L’8 marzo quest’anno si celebra in uno scenario di guerra nel cuore dell’Europa, come mai avremmo immaginato.

Un pensiero di solidarietà e vicinanza va alle tante donne ucraine che vivono a San Marino per prendersi cura dei nostri anziani, le quali hanno i loro figli e famigliari in Ucraina in balia dei bombardamenti e degli attacchi dell’esercito russo.

Condividiamo l’iniziativa di ospitare nel nostro paese profughi che fuggono dall’Ucraina; auspichiamo che siano tanti i cittadini di San Marino che vogliano accoglierli per compiere un atto concreto di solidarietà. E al contempo siamo impegnati a partecipare alle iniziative di aiuti umanitari che le istituzioni stanno predisponendo, e che auspichiamo partano il prima possibile.

Tra le tante storie significative che ci hanno colpito, quella delle donne della città ucraina di Zaporizhzhya, vicino alla più grande centrale nucleare d’Europa, bombardata dai russi: donano il loro sangue ai soldati feriti, ma anche ai civili colpiti dagli attacchi nemici. Cuciono divise e cucinano pasti caldi per l’esercito di Kiev e per i volontari che hanno deciso di difendere l’Ucraina. Lo stesso fanno per i civili di Mariupol, che attraverso il corridoio umanitario dovrebbero arrivare a Zaporizhzhya. Donne che come altre hanno scelto di non partire, rischiando la loro vita, per condividere le sorti del loro popolo.

Una delle immagine più tragicamente emblematiche di questa guerra, è quella di una mamma uccisa insieme ai suoi due bimbi appena fuori dalla città di Kiev, dove le forze militari russe hanno sparato sugli sfollati. Più che una scena di guerra, è un vile e disumano atto criminale fine a se stesso, nel più totale disprezzo della vita di persone civili totalmente indifese.

Rinnoviamo la nostra solidarietà a tutte le donne e a tutto il popolo dell’Ucraina, sia a coloro che sono rimasti nel paese, sia a coloro che sono fuggiti per mettersi in salvo attraverso i confini e i corridoi umanitari, nei quali l’incolumità degli sfollati deve essere garantita; l’appello alle istituzioni sammarinesi e internazionali è di mettere in campo tutte le iniziative possibili per fermare la strage e mettere fine alla guerra, ricercando soluzioni diplomatiche in tempi brevissimi, e al contempo di concretizzare le azioni di solidarietà e aiuti umanitari più efficaci, per alleviare le sofferenze del popolo ucraino.

Il conflitto in Ucraina, al di là della sue motivazioni geopolitiche e storiche, è la dimostrazione che i valori umani di cui sono portatrici le donne, la pace, l’accoglienza, il dialogo, sono ancora lontani dall’essere prevalenti nel mondo di oggi, tuttora dominato da logiche di potere e di violenza sui più deboli.

Sul piano interno, la CSdL chiede con forza al Governo e al Consiglio Grande e Generale di non rinviare ulteriormente la ratifica della convenzione dell’OIL per l’eliminazione della violenza, delle molestie e delle discriminazioni nel mondo del lavoro. Dopo due rinvii, la seduta Consigliare di marzo deve essere quella decisiva per la ratifica; nessun altro ritardo sarebbe giustificabile. Sappiamo bene che le vittime della violenze, delle molestie e delle discriminazioni sul lavoro sono prevalentemente le donne.

Il piano nazionale predisposto dal Segretario per il Lavoro, conseguente alla convenzione dell’OIL, deve contenere impegni precisi sulle norme legislative da modificare o da introdurre per dare concretizzazione alla stessa convenzione.

Il progetto di legge sulla famiglia, che andrà in prima lettura nella prossima sessione consiliare, è un passo in avanti: è un testo unico che raccoglie le norme su permessi e diritti correlati alla maternità, con un ampliamento di tali interventi, ma ancora troppo timido, motivato dalla scarsità delle risorse economiche disponibili.

In relazione alla situazione occupazionale, abbiamo registrato una diminuzione complessiva della disoccupazione, ma resta il fatto che i 2/3 dei disoccupati è donna. Va rilevato, oltre al problema della difficile collocazione delle donne con età più elevata, che tra le donne disoccupate una quota rilevante è laureata o diplomata. Per offrire sbocchi occupazionali a queste lavoratrici, occorre rimettere al centro il tema del modello di sviluppo e del tipo di economia che vogliamo implementare per il nostro paese: è necessario un progetto che favorisca la nascita a San Marino di attività ad alto valore aggiunto, che offrano occupazione a chi ha conseguito titoli di studio più elevati.

Altro versante dei diritti delle donne, è quello relativo al referendum sulla interruzione volontaria della gravidanza; con la vittoria dei sì, il Governo è tenuto a presentare entro sei mesi un provvedimento legislativo che recepisca il quesito referendario. I sei mesi stanno scadendo proprio in questo periodo. L’appello della CSdL al Governo e al Consiglio Grande e Generale è di provvedere entro il termine previsto a varare una legge sul diritto alla interruzione volontaria di gravidanza, per non vanificare questa conquista referendaria lungamente rivendicata.

Ci sono quindi tutte le premesse affinché il 2022 sia un anno in cui i diritti, in particolare quelli delle donne, compiano un significativo balzo in avanti.

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