San Marino, da Azerbaigian (Moneyval) a Tobago (Ocse)

Nei primi mesi del 2008 la Repubblica di San Marino veniva umiliata dal Consiglio d’Europa con la notifica a Strasburgo al Segretario di Stato per gli Affari Esteri Fiorenzo Stolfi dell’avvio  della procedura di infrazione, che porterà il Paese in ‘procedura rafforzata’ come l’Azerbaigian.

Ora, a distanza di tre anni, è l’Ocse a mettere ufficialmente il Paese sotto ‘osservazione’ alla pari di Barbados, Seychelles, e Trinidad e Tobago.

2008. Il Governo nega addirittura l’avvio della procedura di infrazione e, in tutta sicurezza, minimizza: “Non è esatto innanzitutto asserire che il Moneyval ha aperto una “procedura di
infrazione” poiché si tratta invece di una comunicazione preliminare, attraverso
la quale il Moneyval ha informato la Repubblica di San Marino che la
legislazione sammarinese non risponde a tutte le raccomandazioni date
dall’Organismo per la prevenzione dell’antiriciclaggio.
Un giudizio quindi
sul livello della vigente normativa sammarinese e non una presunzione che nel
nostro Paese vi siano azioni di riciclaggio”.
 

2011. Il Governo in tutta sicurezza sostiene: “Alcuni organi di informazione sammarinesi e italiani hanno riportato
dichiarazioni riguardanti San Marino, attribuendole all’Organizzazione per la
Cooperazione e lo Sviluppo Economico (OCSE). Non solo: anche all’interno la
stessa minoranza non ha mancato, ancora una volta, di denigrare il Paese”.

Fra l’altro non si riesce a capire come nel giro di poco più di un anno i Governanti attuali siano riusciti ad azzerare la valutazione positiva della stessa Ocse, accolta con tanta speranza dai Sammarinesi in quel indimenticabile 23 settembre 2009.

 

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