San Marino e il ‘I want my money back’ di Tremonti

Il Ministro italiano della Economia Giulio Tremonti nella sua crociata europea contro l’euroritenuta ha messo in primo piano i Paesi della Ue quali Austria e Lussemburgo, che, in cambio appunto del mantenimento del segreto bancario, avevano accettato a suo tempo quell’onere. Però sa che se riesce a vincere contro di loro, i
Paesi che come San Marino hanno segreto bancario e non appartengono alle Ue, non avranno più scampo.

Insomma quel ‘I want my money back’ (voglio indietro i miei danari) che sta lanciando ad Austria e Lussemburgo, in effetti vale anche per San Marino, Svizzera, eccetera, rei tutti di aver aggirato il pagamento dell’euroritenuta consentendo ai clienti di intestare i conti a società di Paesi fiscali veri e propri (Panama, Isole Vergini, ecc.), cui la ritenuta non si applica.

L’Italia è decisissima a perseguire una linea di fermezza assoluta in questa materia, fino a minacciare il ricorso al diritto di veto nel caso che la Commissione Europea approvi modifiche non condivise, avendo ben chiaro l’obiettivo che ormai le sembra a portata di mano: lo scambio automatico delle informazioni, che comunque avverrà, anche per la Repubblica di San Marino, nel 2015.

Nota Su richiesta di alcuni assidui visitatori del sito, si precisa la fonte della notizia sullo ‘scambio automatico delle informazioni dal 2015’: articolo di Mario Sensini, Corriere della Sera.

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