San Marino e l’anno che verrà. Stiven Muccioli intervista Giovanni Lonfernini

A circa 72 ore dal nuovo anno, pubblico la terza intervista della serie “Voci dal Titano”, che ha l’obiettivo di raccogliere testimonianze da parte di personalità politiche della piccola repubblica sul monte Titano.

Mi piacerebbe che queste interviste fossero d’aiuto a chiunque voglia capire veramente il pensiero politico di questo paese. Un pensiero tutt’altro che scontato e spesso e volentieri soffocato da vicende e storie che poco hanno a che vedere con la politica vera. Quella fatta di proposte e di iniziative. Una politica che parla di territorio, di investimenti e di persone che vivono su un piccolo monte in mezzo all’Europa.

Quest’ultimo è un punto importante. Troppo spesso, la nostra classe dirigente dimentica che San Marino non è un piccolo paese dentro all’Italia.

La Repubblica di San Marino, è uno storico ed orgoglioso paese indipendente al centro dell’Europa. Quando si parla di storia e di democrazia, le dimensioni contano poco.

Tornando a noi, oggi sentiremo il pensiero di Giovanni Lonfernini.

In un’intervista uscita nei giorni scorsi sulla Voce di Romagna, lei ha parlato di “Paese all’angolo”, paventando il rischio di uno scontro sociale dopo l’attuazione della prossima finanziaria. Nel testo, lei parla della necessità di trasparenza finanziaria e anche di integrazione con i sistemi economici esterni. Altri politici sammarinesi si sono però rivelati molto diffidenti e pessimisti su questi fronti. Cosa ne pensa?

Si tratta di un percorso ineluttabile. Chi ancora continua a vivere sul ricordo dei “famosi capisaldi degli anni 90” è pericolosamente fuori tempo. Più che diffidenza e pessimismo vedo in alcuni settori, non solo della politica, una mutazione gattopardesca per certi aspetti patetica.

Mi riferisco a chi nel 2006 determinò pressioni per fare saltare la firma degli accordi con l’Italia in materia di cooperazione economica, con conseguente collegamento della ratifica dell’accordo già firmato contro le doppie imposizioni, e oggi veste i panni del paladino della trasparenza. La firma avrebbe dovuto costituire il primo passo di una più ampia strategia d’integrazione internazionale.

Una volta normalizzati i rapporti con il più vicino Stato di riferimento, infatti, il sistema avrebbe potuto beneficiare di un allargamento delle relazioni internazionali, riducendo i rischi, oggi evidenti, dell’esposizione forzata verso un unico mercato. Oggi, a quattro anni di distanza, siamo di fronte ad uno scenario opposto: San Marino sollecita la controparte italiana per arrivare alla firma degli accordi a suo tempo rifiutati.

Nel frattempo il nostro sistema finanziario è alle corde costretto a subire unilateralmente decisioni esterne. Per questo dico che siamo all’angolo.

Esiste il problema dell’omertà a San Marino?

Esiste sicuramente il problema di non sentirsi liberi nel momento in cui un cittadino vuole prendere una posizione pubblica. Quando ciò accade si avverte la paura – spesso fondata – di essere classificato e catalogato.

LEGGI L’INTERVISTA COMPLETA

LEGGI “Voce Fuoricampo”, il Blog di Stiven Muccioli

 

 

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