San Marino. Gatti e Galassi a giudizio. Andreoli resta indagato

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Gatti e Galassi a giudizio. Resta indagato Andreoli

L’accusa di associazione a delinquere sarebbe decaduta per prescrizione

Antonio Fabbri

Emergono altri particolari sul rinvio a giudizio degli ex segretari di stato Gabriele Gatti e Clelio Galassi. L’accusa di associazione a delinquere sarebbe decaduta in quanto prescritta. In sostanza se nel primo provvedimento si ipotizzava che la contestata organizzazione si fosse protratta nel tempo, è evidentemente emerso che il sodalizio inizialmente ipotizzato si sarebbe invece concluso prima, con ciò dando luogo all’archiviazione per intervenuta prescrizione. Nella vicenda del Centro Uffici, poi, circa sei mesi dopo la custodia cautelare di Gatti, era stata notificata la comunicazione giudiziaria anche a Paride Andreoli, che risultava quindi indagato. Il suo nome, tuttavia, non è tra quelli dell’attuale rinvio a giudizio. A quanto si sa la sua posizione sarebbe stata stralciata e il fascicolo a suo carico sarebbe ancora aperto.

La vicenda contestata ad Andreoli prendeva le mosse sempre dall’affare dei Tavolucci. Nel suo caso l’indagine dei magistrati ruota, stando a quanto emerso all’epoca all’atto dell’apertura delle indagini, attorno al prezzo, ritenuto sproporzionato dagli inquirenti, di 3,5 milioni di euro per 500 metri quadri, che servì, secondo l’accusa, perché assecondasse l’affare nel Governo. Anche in questo caso il fascicolo era stato aperto perriciclaggio.

Dunque, se questa parte dell’indagine è stata stralciata, si attende ora la fissazione del processo che dovrà aprirsi nei confronti di Gabriele Gatti e Clelio Galassi. Se ne occuperà con tutta probabilità il giudice Roberto Battaglino, unico decidente di primo grado dopo che il Commissario Gilberto Felici avrà preso servizio, a ottobre, come giudice presso la Corte Eruopea dei Diritti dell’Uomo.

Il reato contestato a Gatti e Galassi è riciclaggio. Le movimentazioni di denaro contestate fin dalla prima ora sono ricostruire dagli inquirenti come frutto di quattro episodi corruttivi legati alla cessione della ex Grey&Grey, alla conseguente costruzione e convenzione del Centro Uffici dei Tavolucci, alla concessione della licenza di EuroCommercialBank, e alla vicenda legata alla nuova sede della Wonderfood.

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