San Marino. Gilberto Felici su Podeschi bis domanda di astensione

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Podeschi Bis: il giudice Gilberto Felici presenta istanza di astensione

“Rileva sotto il profilo dell’opportunità” Per la difesa: “Conferma che sono gli stessi fatti ed è tutto sbagliato”

Antonio Fabbri

Il giudice Gilberto Felici fa istanza di astensione relativamente al processo PodeschiBis, rilevando “il profilo dell’opportunità”.

Il processo era stato assegnato al giudice Felici sulla base della distribuzione dei carichi di lavoro, dal magistrato dirigente con disposizione del 3 agosto scorso. Il caso è quello, noto, del rinvio a giudizio di Caludio Podeschi e dell’ex ambasciatore Paul Phua, per corruzione relativamente al conferimento di incarichi diplomatici e del progetto per l’Aman Resort a San Marino. Procedimento che vede imputata anche Biljana Baruca con l’accusa di riciclaggio ed emissione di fatture per operazioni inesistenti e lo stesso Podeschi deve rispondere anche di autoriciclaggio. 

Nella istanza di astensione il giudice Felici richiama la parte in cui “Claudio Podeschi riceveva, tramite la Clabi Ltd (società di consulenza con sede nelle isole Marshall, interamente partecipata da Podeschi e Baruca) una tangente di 1.251.000 euro (ossia la metà dei fondi, pari a 2.500.000 euro, trasferiti tramite bonifico da un conto svizzero intestato alla “Black Sea Pearl Ltd”, società con sede nelle Isole Vergini Britanniche, riconducibile a Phua)”.

Relativamente al passaggio di denaro Felici afferma: “E’ doveroso segnalare che il passaggio di denaro indicato nel decreto di citazione come pagamento – seppur per un importo parziale – del corrispettivo del compimento dell’atto contrario al dovere d’ufficio, è stato oggetto di un giudizio svolto e di una decisione pronunciata dallo scrivente giudice”.

Quindi, “senza entrare nel merito della vicenda, è doveroso da parte mia segnalare come l’aver già conosciuto – ed anche giudicato, con relativa condanna – la stessa azione materiale che oggi viene contestata come integrante (anche) un diverso titolo di reato, potrebbe compromettere l’apparenza di terzietà che sempre contraddistingue la posizione e l’operato del giudice. Gli imputati, la Procura Fiscale, tutti gli altri soggetti interessati al processo direttamente o indirettamente, potrebbero plausibilmente reputare compromessa la serenità di giudizio del giudice, il quale ha già reputato esistenti i fatti imputati, seppur sotto una diversa qualificazione giuridica”. Quindi, richiamando le norme sull’astensione il Giudice Felici afferma: “L’esame obiettivo della situazione, basato sulle peculiarità del caso, assume – a giudizio dell’istante – rilievo sotto il profilo dell’opportunità (…) Per tale motivo si avanza questa domanda di astensione”.

La decisione sull’accoglimento dell’istanza di astensione spetterà al Giudice per i Rimedi Straordinari, Vitaliano Esposito. Se accoglierà l’istanza di Felici, il fascicolo passerà al giudice Battaglino. Se la respingerà i caso resterà allo stesso Felici.

Intanto gli avvocati difensori di Claudio Podeschi vedono l’astensione di Felici come una conferma della loro tesi difensiva sostenuta: “Sebbene – ha dichiarato l’avvocato Massimiliano Annetta a Rtv – si tratti di un atto dovuto, quando emerse questa nuova contestazione , mentre era già aperto il procedimento “Conto Mazzini”, avevamo già detto, come oggi riconosce il Giudice Felici, che si tratta degli stessi fatti materiali ed anche che tra loro sono incompatibili. Aspettiamo con ansia di poterci confrontare in sede processuale con questa nuova imputazione che mette nel nulla quella precedente”. Per contro la posizione dell’accusa contenuta negli atti del fascicolo è che le ulteriori indagini del procedimento stralcio, il Podeschi Bis, “hanno consentito di appurare che, oltre alla condotta criminosa prodromica (riciclaggio di fondi riciclati) i medesimi fondi sono stati usati anche per pagare tangenti. In questo modo si è assistito ad una sovrapposizione di reati presupposto, che non esclude affatto la fondatezza della imputazione già elevata nei confronti di Podeschi, ma aggiunge ad essa una ulteriore portata criminosa”.

Questione che, comunque, a prescindere da chi sarà il giudicante i legali di Podeschi hanno già annunciato che riproporranno in dibattimento.

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