San Marino. Giustizia, respinti gli emendamenti di Libera e Rf

Prosegue anche oggi in Consiglio il dibattito sul progetto di legge sulla composizione del Consiglio giudiziario in seduta plenaria, che è ripartito dall’esame dell’articolo 2, il quale si focalizza in particolar modo sulla figura del dirigente non magistrato, stabilendo che possa partecipare al Consiglio giudiziario plenario senza però poter esprimere il diritto di voto.

Ne dà notizia San Marino News Agency, spiegando nel proprio report che questa mattina a Palazzo Pubblico sono stati presentati emendamenti soppressivi dell’articolo 2 da parte di Libera e Repubblica futura. Entrambi sono stati respinti, così come un altro emendamento modificativo presentato da Libera.

“Oggi si crea un problema nel problema togliendo il diritto di voto a colui che presiede l’organo”, ha affermato Rossano Fabbri (Libera), secondo il quale il segretario di Stato per la Giustizia, Massimo Andrea Ugolini, avrebbe fatto meglio ad “abrogare quella normativa”.

“La questione deve essere risolta in una riforma più complessiva dell’ordinamento giudiziario. Con una abrogazione tout court si potrebbero creare degli squilibri”, è stata la replica del segretario di Stato per le Finanze, Marco Gatti.

Per Alberto Giordano Spagni Reffi (Rete), “il motivo per cui non è stata abrogata questa legge è perché nessuno si oppone al fatto che possa essere necessaria una figura esterna per far svolgere i lavori del Tribunale”.

“Erano volati mille strali sullo stipendio del dirigente: oggi però lo lasciate invariato”, ha puntualizzato Nicola Renzi (Rf).

L’intervento, secondo il segretario di Stato per l’Istruzione e la Cultura, Andrea Belluzzi, “rimette a fuoco la ratio storica del dirigente esterno: la transitorietà e la straordinarietà sono le caratteristiche del ruolo”.

“Il dirigente non ha studiato l’ordinamento sammarinese e non ha ben chiari i suoi ruoli e i suoi compiti – ha detto Gian Nicola Berti (Npr) -. Doveva presentare al segretario la relazione sulla giustizia: in Aula non è arrivata, ma è arrivata all’universo mondo”.

“Potremmo definirla una legge contra – personam anziché ad personam”, ha osservato Andrea Zafferani (Rf), che poi ha aggiunto: “Questo tipo di norme aiutano o non aiutano ad andare a ricercare eventuali professionalità esterne in circostanze eccezionali?”.

“L’unico intervento ad personam è quello fatto con la legge del 2019”, ha risposto il segretario Ugolini. Al termine del dibattito è stato approvato l’articolo 2.

Successivamente è stato avviato l’esame dell’articolo 3 e dei vari emendamenti, tra cui uno interamente sostitutivo e uno aggiuntivo (3-Bis) presentati dall’esecutivo.

Renzi (Rf) ha parlato di “interpretazione autentica che interpretazione non è in quanto aggiunge un concetto nuovo. Il principio che i magistrati non confermati di ruolo, perché in prova, siano estromessi dal Consiglio giudiziario, è un vulnus nei confronti di quelle persone”.

Alessandro Cardelli (Pdcs) ha bocciato come “strumentali le considerazioni dell’opposizione”.

“Non possiamo permetterci – ha commentato Berti (Npr) – che i magistrati vadano a prendere decisioni quando ancora sono sotto conferma e quindi dipendenti dalla politica”

“Nella stessa norma – ha detto Zafferani (Rf) – si modifica la legge e la si interpreta: un equilibrismo per attaccare decisioni prese in passato”.

 

Leggi il report completo di San Marino News Agency sui lavori mattutini del Consiglio

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