San Marino. La difesa di Silva: “Vittima di un raggiro da parte di Podeschi”. Antonio Fabbri

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I legali Cajelli e Belluzzi: “Nostro assistito in buona fede. Consegnò a lui tutti i libretti”

La difesa di Silva: “Vittima di un raggiro da parte di Podeschi” 

Il legale di Felici e Macina: “Nessun riciclaggio vanno assolti”. Per Moris Faetanini: “I soldi ricevuti, reputati leciti, erano pagamenti per la sua attività professionale”

Chiesta l’assoluzione e lo stralcio di parte degli atti da rimettere in istruttoria per verificare se vi siano gli estremi per contestare la truffa

Antonio Fabbri

L’udienza di ieri del Conto Mazzini ha visto aprire le arringhe difensive con gli avvocati di Pietro Silva.

L’avvocato Romano Cajelli “Non ci si può esimere – ha detto l’avvocato Romano Cajelli del foro di Milano – dall’esprimere amarezza e sconforto. Nessuna rilevanza è stata mai attribuita a quanto sottoposto da Silva all’inquirente, né alle varie istanze formulate nel tempo né alle memorie depositate. Silva contesta che nel corso della procedura di indagine non si sia voluto indagare quanto andava doverosamente approfondito, a motivo della sua totale estraneità ai fatti”. Quindi l’avvocato di Silva ha ricostruito dall’inizio il rapporto del suo assistito con Claudio Podeschi, di fatto additando quest’ultimo nei confronti del quale ha anche sporto denuncia. 

“Per l’esatta comprensione di quanto accaduto occorre tenere presente che per Silva, Podeschi era San Marino e San Marino era Podeschi. Lo stesso Podeschi nel 2002 si presentò a Silva e si qualificò come un imprenditore ben inserito e perciò lo invito a presentare operatori importanti. L’intento era quello di rivitalizzare il paese attraverso interventi e progetti di altissimo livello. Compito di Silva attivare e promuovere investitori. Fu costituita nel 2004 la nota Fondazione. L’affidamento verso Podeschi da parte di Silva è stato totale. Era Podeschi che indicava cosa fare, dove andare, quali banche utilizzare. Silva a San Marino era nessuno. La Fondazione ha operato correttamente e sulla base della normativa vigente. I progetti predisposti sarebbero stati di oltre un miliardo di euro di investimenti. Senza Podeschi quale degli imprenditore avrebbe versato un centesimo? Dopo anni di lavoro a tempo pieno Silva è invece semplicemente rovinato. Ha visto rovinato il proprio patrimonio e neppure gli è stata concessa la residenza. Nessun ruolo gli è stato riconosciuto, nessun progetto realizzato. Nel 2012 ha deciso di affrontare Podeschi per porlo di fronte alle sue responsabilità. Riscontrata una sordità totale alle proprie richieste. Di lì il tentativo di recuperare il maltolto. A tutte le sollecitazioni fatte a Podeschi per oltre un anno, al fine di definire tutte le pendenze in sospeso, hanno atto seguito le iniziative giudiziali intraprese da Silva. Emerge in atti che tutti gli importi della Fondazione sono stati consegnati direttamente a Podeschi e ciò tramite bonifici o con consegna di libretti al portatore”.

La difesa di Silva, insomma, afferma che il suo cliente è stato  vittima di truffa da parte di Podeschi, trovandosi lui, adesso, a dover rispondere nei confronti dei finanziatori che, nei milioni di euro versati alla fondazione l’avvocato ha parlato di “introduction fee, solitamente pari al 10% dell’investimento”, cioè un contributo iniziale per il progetto da intraprendere, che erano stati versati alla Fondazione grazie a un “patto tra galantuomini”. “Purtroppo con amarezza dobbiamo constatare che ci si è avvalsi della buona fede di Silva. Delle aspettative future di Silva, ma per scopi molto differenti. Non deve essere consentito di aggiungere al danno la beffa associandolo all’operato di persone con le quali non ha nulla a che fare. E’ la triste commedia di costume di San Marino che definisce oggi la cifra del processo. Silva non ha mai ricevuto alcunché, per quale ragione non deve rifiutare colpe che non ha? L’ingegner Silva si ritiene vittima di un sistema che definire marcio è riduttivo. Ha ripetutamente cercato di fare valere la propria estraneità al sistema fatto di connivenze e complicità, conoscenze personali alle quali è estraneo. Ritiene intollerabile la qualifica i prestanome di Podeschi, soggetto dal quale è stato danneggiato. Si vede messo in associazione a delinquere con persone che non conosce. Non ha mai saputo nulla di cosa fosse il conto Mazzini il ruolo di Silva è talmente forte a San Marino, che per due volte si è visto respinto le istanze di residenza”.

Critiche, poi, all’inquirente “che non ha voluto ascoltare le istanze di Silva, né approfondire le sue indicazioni. Perché? Perché Silva era la tessera di un mosaico che era già stato costruito e doveva stare là, perché altrimenti veniva giù tutto il mosaico. Sarebbe emersa la correttezza dei finanziamenti giunti alla Fondazione e dalla stessa incautamente affidati a Podeschi. Infatti, laddove fosse ritenuto illecito il denaro, perché mai non sono stati indagati gli investitori? Perché non sono stati indagati De Magalhaes, perché non indagato Della Balda?” Contestato dall’avvocato anche il fatto che Silva e Podeschi si tenessero costantemente in contatto. L’avvocato parla di “grandi falle nell’indagine” e aggiunge: “Silva ha compreso solo in seguito alla desecretazione degli atti che Podeschi ha utilizzato atti della Fondazione, ma per interesse proprio, per fine di arricciamento personale e comunque per finalità del tutto estranee all’obiettivo per cui gli erano stati affidati e totalmente all’oscuro di Silva. Grazie proprio alle indagini è emersa la motivazione del tutto appropriativa e fraudolenta da parte di Podeschi stesso, per scopi che dovevano portare ad una indagine truffa aggravata e continuata a suo carico, per cui abbiamo fatto denuncia. Ebbene, a distanza di nove mesi dal deposito, è stata disposta l’archiviazione dell’esposto, perché, ci è stato detto, le argomentazioni difensive di Silva devono essere spese nel dibattimento, al fine di evitare sovrapposizioni di giudizio. E questo facciamo”. Tra le richieste della difesa, infatti, oltre all’assoluzione, anche lo stralcio per l’apertura di una istruttoria al fine di verificare la contestazione di truffa ai danni di Silva. Sul capo di imputazione dell’associazione a delinquere, poi, l’avocato Cajelli ha chiesto l’assoluzione “Silva è totalmente estraneo. Non vi è una prova, un elemento, ma neppure indiziario a carico di Silva. Solamente si agisce in maniera presuntiva e in via pregiudiziale. Le risultanze di indagine confermano la sua totale estraneità alle contestazioni formulate. C’è stata una grave alterazione della realtà per quanto riguarda Silva”. Sui casi di riciclaggio, l’avvocato Cajelli ha invocato la mancanza di prove. “L’aula è la sede delle prove e non delle ricostruzioni più o meno confezionate. Quali sono le prove a carico di Silva, che possano vederlo colpevole oltre ogni ragionevole dubbio? Non ci sono. Questi dubbi li affidiamo al giudice, ma ciò che reclama Silva è giustizia nei suoi confronti. Silva può essere simpatico, antipatico, ma di certo non è colpevole. Deve essere assolto con ampia formula, la sua immagine professionale va ripristinata, perché è qui non per colpe proprie, ma altrui”.

L’avvocato Andrea Belluzzi E’ quindi toccato all’avvocato Andrea Belluzzi, sempre per Silva. “I processi non servono di  monito a qualcuno, ma servono per accertare la verità”, ha detto replicando alla requisitoria del Procuratore del Fisco. “Ribadiamo l’estraneità a tutti i capi di imputazione”. L’avvocato Belluzzi ha dato un’altra chiave di lettura affermando che i soldi arrivati alla fondazione non avevano provenienza illecita. “La stessa autorità inquirente ci dice che fino alla fondazione non si ravvisano reati. Dopo la fondazione nascono irregolarità. Ma Silva dispone lecitamente dei soldi che arrivano alla fonazione, ma non ha denaro proveniente da reato. Silva è stato raggirato da Podeschi. Lo sosteniamo da prima di ricevere la contestazione. Oggi Silva è in difficoltà, perché molti gli hanno chiuso le porte e altri cominciano a chiedergli i soldi indietro. Ha avuto rapporti solo con Podeschi, ma gli viene contestata l’associazione a delinquere con altre persone. La macchina associativa si muoveva per intervenire nell’interesse degli associati quando il fine lo richiedeva. Silva ha domandato la residenza… ha avuto la porta sbattuta in faccia due volte. Ha tentato di farsi casa, l’ha persa e fondo Scudo sta procedendo contro di lui. Ha avuto un bell’aiuto dal rapporto associativo che gli si contesta!”

Sui vari casi di riciclaggio l’avvocato Belluzzi afferma: “Che riciclaggio può aver compiuto visto che i fondi erano leciti? Allora, se dovessi seguire la logica dell’accusa, mancano tra gli imputati coloro che hanno dato i denari a Silva”. Passate in rassegna le varie contestazioni di riciclaggio e i vari progetti che erano invece stati intavolati. “Tutti progetti di livello e vediamo oggi realizzarsi anche una beffa. Infatti tra il progetti proposti c’era la realizzazione di un Centro Outlet. Era stato contattato come primo gruppo Mac Arthur Glen. La beffa consiste in questo: all’epoca con quel gruppo non se ne fece nulla, ma pare che oggi, il gruppo che ha realizzato polo del lusso, abbia ceduto una partecipazione a Mac Arthur Glen. Questo per dire che i progetti proposti da Silva, dall’aeroporto di Torraccia all’ospedale la cui struttura avrà problemi di sismicità, non erano fuffa”. 

Poi l’avvocato Belluzzi invita anche a guardare i tempi delle contestazioni. “A un certo punto Podeschi scarica Silva conoscendo la signora Baruca e punta su di lei. L’indagine lascia il filone Silva e nasce il filone Baruca, mentre Podeschi non riesce più a rendere conto a Silva dell’uso che ha fatto dei denari. Ma Silva chiede a Podeschi di vedersi restituiti quei soldi. Silva ha puntato su Podeschi, ma non lo ha corrotto. Era convinto di poter, tramite lui, realizzare progetti. I libretti avuti da Silva sono stati tutti consegnati a Podeschi”. Quindi le richieste: “Per l’associazione a delinquere, domandiamo l’assoluzione per non aver commesso il fatto. Solo in subordine la formula dubitativa, ma connesso a queste due formule di assoluzione, domandiamo la remissione in istruttoria degli atti contro Claudio Podeschi perché si persegua e si accerti se si sia trattato di truffa, di indebito arricchimento o di altra fattispecie di reato a suo carico, così come da querele presente da Silva. In ulteriore subordine si chiede di dare atto, nella sue statuizioni, della collaborazione utile e spontanea, fatta al buio, da Silva. Si chiede che venga applicata la legge del 2004 in materia e non le successive novelle, con tutti i benefici, prescrittivi e di concorso nel reato presupposto con il privilegio di autoriciclaggio. Si chiede il rigetto di tutte le richieste della Eccellentissima camera. Per Romano Lenzi e Daste solar è poi intervenuto l’avvocato Giampaolo Cristofori. Richiamando la conclusione del Pf l’avvocato Cristofori ha concordato ritenendo, però, che il proprio cliente “dovesse essere estromesso da questo processo”. Ecco perché concludo chiedendo sia per Lenzi che per Daste Solar l’assoluzione con formula piena, o con la formula che questo commissario riterrà più opportuna. In sostanza si parla di quattro conferimenti alla società Daste Solar di cui Lenzi era amministratore e Podeschi aveva delle quote. “Non c’era nessuna finalità è occultare o trasferire a scopo di nascondere – ha aggiunto l’avvocato Belluzzi – Vi fosse stata volontà di nascondere non si sarebbero utilizzati metodi canalizzati di versamento. Erano somme movimentabili anche attraverso prelievi e versamenti di contanti”. Di qui la richiesta di assoluzione per Lenzi e per la Saste Solar. “I fatti contestati alla società sono del 2011, mentre la norma che si contesta è del 2013, quindi anche la società deve andare assolta”, ha concluso il legale.

L’avvocato Bacciocchi Nel pomeriggio è toccato all’avvocato Pier Luigi Bacciocchi difendere Stefano Macina e Claudio Felici. I soldi finiti su quei libretti Pippo, Palme e Stelle non erano di provenienza illecita. “Non è provata la provenienza da reato. Anzi i testimoni, Massimiliano Casali e Rastelli ci hanno detto che nella scelta della compagnia sammarinese per le Tlc, non ci fu nessuna anomalia. Si scelse il progetto Della Balda-Murray perché usciva dal monopolio esistente. Non c’è niente di preordinato in questa vicenda”. Così l’avvocato Bacciocchi ha concluso chiedendo “di assolvere gli imputati, perché il fatto non costituisce reato e comunque per carenza dell’elemento psicologico. In subordine si chiede dichiarare l’intervenuta prescrizione e il privilegio dell’autoriciclaggio”. Sempre l’avvocato Bacciocchi in difesa di Moris Faetanini ha affermato: “I soldi consegnati a Faetanini erano su un libretto nato nel 1998, prima addirittura della nascita di Finproject. Abbiamo dato prova che servirono per pagare i lavori necessari alla ristrutturazione di un appartamento sovrastante l’abitazione di Stolfi. Il resto servirono per acquistare un terreno per i figli di Stolfi. Compravendita immobiliare rientrante nell’attività professionale di Faetanini. I soldi sono stati ritenuti buoni, leciti da Faetanini. All’epoca Stolfi era membro di governo e persona stimata. Faetanini li versò sul conto della sorella perché all’epoca aveva problemi con la ex moglie che nei suoi confronti aveva intentato azione anche giudiziarie. Come è emerso anche in questo processo”. Di qui la richiesta di “assoluzione perché il fatto non costituisce reato. In subordine non consta abbastanza della colpevolezza”. Prossima udienza il 26 giugno.

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