San Marino. La rivoluzione green parte dalla scuola e dai più piccoli

Sin dal suo esordio il San Marino Green Festival aveva dichiarato di avere, tra i suoi strumenti di punta nell’ambito della comunicazione il binomio arte e creatività, l’arte pensata anche a fini didattici e a beneficio della comunità scolastica sammarinese.

In tal senso sono state realizzate tutta una serie di mostre sui temi dell’ambiente e della sostenibilità in senso lato, accompagnate da visite guidate dedicate alle scuole elementari e medie. Iniziative che hanno raccolto splendidi feedback da parte di genitori e insegnanti.

Oggi Gabriele Geminiani, che del San Marino Green Festival è l’ideatore, incontra Milena Ercolani, insegnante alla scuola elementare di Ca Ragni per una breve intervista.

 

Buongiorno Milena, prima di iniziare questa nostra conversazione parto con una domanda decisamente provocatoria, da cortocircuito, a cui darò io stesso una breve risposta.

Ma amiamo veramente i nostri figli?

A volte mi vengono dei seri dubbi. Ci sono genitori che non fanno altro che parlare dei propri figli, un amore genitoriale senza confini. Ma poi nei fatti non sono disposti a nessun sacrificio quotidiano, come la differenziata, limitare gli sprechi di acqua o gli spostamenti con la macchina, acquistare merce a km0, insomma azioni e scelte che possano perlomeno limitare la deriva ecologica, ormai innescata. È di questi giorni infatti il rapporto Onu sul clima che dice a chiare lettere “Codice rosso per l’umanità. Conseguenze irreversibili”.

Fatta questa doverosa domanda-risposta che avevo in pancia, iniziamo la nostra intervista. Secondo lei è fattibile una didattica “green” a partire dalla scuola primaria?

Sicuramente, anzi è auspicabile e, aggiungerei, necessaria fin dalla più tenera età affinché i futuri cittadini sviluppino una sensibilità particolarmente attenta all’ambiente che li circonda. Questo raccontando loro la bellezza e la fragilità della natura e dei suoi ecosistemi, dove i nostri “coinquilini” cioè piante e animali, si stanno estinguendo per causa nostra. A quel punto sarà una loro esigenza averne cura.

Posso chiedere quali sono stati i risultati?

I risultati sono fortemente incoraggianti poiché i bambini diventano addirittura “fondamentalisti” nella loro attenzione verso l’ambiente (dalla raccolta differenziata alla lotta allo spreco) e, a loro volta, diventano occhi che osservano, menti che pensano e chiedono coerenza da parte di noi adulti, specie nei genitori. Il rispetto e la consapevolezza, sono concetti che porteranno gli adulti di domani a scardinare l’idea di un “dominio antropocentrico” del pianeta terra.

Quindi è possibile crescere una generazione green?

Assolutamente sì. I bambini spontaneamente amano la natura. Siamo noi adulti che in qualche modo li deviamo. Per loro non è difficile praticare la raccolta differenziata, avere cura di ciò che li circonda. Gli stessi genitori raccontano di essere redarguiti dai loro figli se commettono qualche “inosservanza”.

Progetti?

Oltre ad aderire al “Kaki tree project – La rinascita del tempo”, il progetto promosso attualmente dal San Marino Green Festival e che ha come scopo quello di connettere i bambini con le seconde generazioni dell’albero di kaki sopravvissuto al bombardamento atomico di Nagasaki, semplicemente vorremmo proseguire il cammino intrapreso, individuando di volta in volta tematiche ecologiche da affrontare. Purtroppo ai bambini di oggi abbiamo lasciato un pianeta che “sta male”. Devono, quindi, essere consapevoli che sarà necessario impegnarsi molto per farlo “stare bene.”

Come vede il futuro per i suoi piccoli e operosi studenti?

Non so cosa riserverà il futuro per ciascuno dei miei alunni, ma che diventino ingegneri o casalinghi, dirigenti d’azienda o coltivatori, insegnanti o artisti, l’importante è che siano adulti con una consapevolezza green ormai radicata. Li attende una grande sfida, ma ho molta fiducia in loro perché mi stanno dimostrando che il loro piccolo cuore è verde, determinato e positivo.

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