San Marino. Procedura e diritto civile, disappunto della Csdl sulle mancate risposte del governo

“Il progetto di legge in materia di procedura e diritto civile tutela le banche, ma non i lavoratori e lo Stato di San Marino!”.

Lo afferma la Confederazione sammarinese del lavoro, sottolineando in un comunicato che “il percorso dei due progetti di legge, riguardanti rispettivamente le cartolarizzazioni degli Npl delle banche e le disposizioni in materia di procedura e diritto civile, doveva essere comune, in quanto strettamente connessi”.
A detto del sindacato, infatti, “era questo l’impegno che il governo si era assunto a marzo scorso nei confronti delle organizzazioni sindacali”.
La Csdl racconta di aver inviato le sue osservazioni e proposte su entrambi i progetti di legge, “chiedendo il confronto, ma senza ricevere nessuna risposta“.

Ora, “con grande sorpresa, si è scoperto che il progetto di legge in materia di procedura e diritto civile è stato iscritto all’ordine del giorno della Commissione Consiliare competente che si riunirà il prossimo 22 luglio, per l’esame in sede referente”.

La Csdl, con una lettera inviata oggi, “ha espresso tutto il suo disappunto per questa inattesa accelerazione dell’iter del pdl in questione, stigmatizzando l’assenza sia di confronto che di informazioni in merito alla presentazione di eventuali emendamenti”.

Nei giorni scorsi, peraltro, la Centrale sindacale unitaria “aveva inviato una richiesta d’incontro ai segretari di Stato competenti anche per chiedere una revisione delle norme che disciplinano il recupero dei crediti da lavoro dipendente, per consentirne una maggiore efficacia; anche in questo caso non è arrivata nessuna risposta“.

E ancora: “Evidentemente al Congresso di Stato interessa unicamente agevolare il sistema bancario, visto che questo progetto legislativo ha come finalità prevalente la semplificazione delle procedure per l’escussione delle garanzie poste per l’erogazione del credito, mentre la tutela degli altri diritti viene posta in fondo alla scala delle priorità“.
In sostanza, “se questo progetto di legge entrasse in vigore così com’è, gli immobili e i beni di proprietà di un’azienda ‘decotta’ potrebbero essere acquisiti dalla banca creditrice, potenzialmente a discapito di eventuali creditori privilegiati, ovvero i lavoratori e lo Stato; se il governo volesse concretizzare la sempre annunciata disponibilità al confronto, dovrebbe annullare la convocazione della Commissione Consiliare in programma il 22 luglio prossimo“.

Infine, la Csdl rileva che, “stando a quanto appreso ascoltando il dibattito di questi giorni in Consiglio Grande e Generale, il segretario di Stato per le Finanze intende avviare a breve il confronto in merito alle modifiche al pdl sulle cartolarizzazioni, già discusso in prima lettura consiliare nello scorso mese di febbraio; pertanto non si capisce il motivo per il quale i due provvedimenti non potessero andare di pari passo, se non per rispondere a determinate pressioni“.

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